Quando si parla di pericolo di incendio si fa riferimento ad una proprietà o qualità intrinseca di alcuni materiali, attrezzature, metodologie e pratiche di lavoro o di utilizzo di ambienti di lavoro, che presentano il potenziale di causare un incendio.

Nei luoghi di lavoro tale pericolo è molto diffuso e spesso non è remota la possibilità che un incendio possa veramente avvenire: il rischio di incendio è infatti la “probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio”.
 
A definire il rischio di incendio e a darci qualche indicazione su come prevenirlo è il documento " Sicurezza antincendio & datori di lavoro - Linee guida per la valutazione dei rischi" correlato ad un progetto realizzato dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, in collaborazione con il FEI (Fondo Europeo per l'Integrazione dei Paesi Terzi).
 
Dopo aver affrontato, nella presentazione del documento, il tema della valutazione del rischio d’incendio e della classificazione dei combustibili, ci soffermiamo sulla prevenzione e sulle possibili risposte alla domanda: come ridurre il rischio di incendio?

Il documento ricorda innanzitutto che il datore di lavoro - “dopo avere svolto la valutazione del rischio di incendio ed individuato le situazioni di rischio non accettabili” - deve adottare idonee misure di sicurezza in grado di compensarle.
Quando si compie questo processo di analisi e valutazione bisogna tuttavia tener presente che “il rischio non può essere mai reso pari a zero. Esisterà sempre un rischio residuo, che però deve essere portato ad un livello tale da essere considerato accettabile”.
 
E la riduzione del rischio incendio “può essere raggiunta attraverso l’adozione di misure preventive, finalizzate alla riduzione della probabilità di insorgenza degli incendi e di misure protettive, finalizzate al contenimento degli effetti dell’incendio”.
Dunque la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro comprende azioni di:
- prevenzione: sistemi che modificano le condizioni limite del sistema di combustione; prevenzione dell’insorgenza dell’incendio;
- protezione: sistemi che modificano le condizioni limite della propagazione; contenimento dei danni causati dall’incendio.
 
Riguardo alla prevenzione, nel documento sono presentate le misure finalizzate alla riduzione della probabilità di insorgenza degli incendi.
 
Ad esempio misure di tipo tecnico, come:
- “realizzare impianti in conformità alla regola dell’arte;
- realizzare la messa a terra di impianti, strutture e masse metalliche, al fine di evitare la formazione di cariche elettrostatiche;
- realizzare impianti di protezione contro le scariche atmosferiche conformemente alle regole dell’arte;
- ventilare gli ambienti in presenza di vapori, gas o polveri infiammabili;
- adottare dispositivi di sicurezza tali da prevenire l’incendio o l’esplosione;
- mettere in atto misure di tipo organizzativo/gestionale:
- rispetto dell’ordine e della pulizia;
- predisposizione di un regolamento interno sui controlli delle misure di sicurezza da osservare;
- informare e formare lavoratori sui rischi presenti nell’attività”.
 
Inoltre per adottare adeguate misure di sicurezza contro gli incendi è necessario conoscere attentamente le cause e i pericoli più comuni che possono portare all’insorgenza di un incendio e la sua propagazione, e su cui deve essere posta particolare attenzione, come ad esempio:
a) “il deposito di sostanze infiammabili o facilmente combustibili in luogo non idoneo o loro manipolazione senza le dovute cautele;
b) l’accumulo di rifiuti, carta od altro materiale combustibile che può essere incendiato accidentalmente o deliberatamente;
c) la negligenza relativamente all’uso di fiamme libere e di apparecchi generatori di calore;
d) l’inadeguata pulizia delle aree di lavoro e mancata rimozione degli scarti di lavorazione;
e) l’uso di impianti elettrici difettosi o non adeguatamente protetti;
f) le riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da persone non qualificate;
g) la presenza di apparecchiature elettriche sotto tensione anche quando non sono utilizzate (salvo che siano progettate per essere permanentemente in servizio);
h) l’utilizzo non corretto di apparecchi di riscaldamento portatili;
i) l’ostruzione delle aperture di ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche e di ufficio;
j) la presenza di fiamme libere in aree ove sono proibite, compreso il divieto di fumo o il mancato utilizzo di portacenere;
k) le negligenze di appaltatori o degli addetti alla manutenzione;
l) l’inadeguata formazione professionale del personale sull’uso di materiali od attrezzature pericolose ai fini antincendio;
m) la scarsa manutenzione delle apparecchiature”.
 
Ricordiamo che il documento, rivolto in particolare alle popolazioni extracomunitarie ma utile a tutti i lavoratori e a tutte le aziende, è disponibile in otto lingue (Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Albanese, Arabo, Cinese e Ucraino) ed è diffuso tramite due supporti: uno tradizionale cartaceo ed uno multimediale, correlato ad un' applicazione nata con l'obiettivo di facilitare la divulgazione delle misure necessarie per la sicurezza del lavoro disposte dalla legislazione italiana.
 
Per concludere segnaliamo che siamo in attesa del nuovo Testo Unico Prevenzione Incendi, presentato in bozza ufficialmente nel mese di aprile 2014 con una conferenza stampa alla presenza del Ministro degli Interni e dei massimi vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Testo Unico che, riguardo alla prevenzione, presenterà negli allegati diverse informazioni in merito alla “progettazione per la sicurezza antincendio” (allegato 2) e alla “strategia antincendio” (allegato 4 – 14).

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