Premi "Invio" per passare al contenuto

Movimentazione carichi e aree di transito: regole per evitare lo schiacciamento

Il 26 maggio 2026 un giovane operaio ha perso la vita ad Altopascio, in provincia di Lucca, rimanendo schiacciato da una pressa durante le operazioni di movimentazione del macchinario. Secondo le informazioni diffuse dagli organi di stampa nei giorni successivi all’accaduto, il macchinario sarebbe stato movimentato mediante un transpallet, ma la dinamica dell’incidente è ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti.

Quando il pericolo si muove

Attualmente Le autorità competenti stanno accertando l’esatta dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità. Ma questa tragedia richiama l’attenzione su uno dei rischi più gravi presenti nei luoghi di lavoro: lo schiacciamento causato dalla movimentazione di carichi pesanti, macchinari e attrezzature industriali.

Nelle aziende manifatturiere, nei magazzini e nei cantieri, la movimentazione di materiali e attrezzature avviene quotidianamente tramite transpallet, carrelli elevatori, gru, carroponti e altri sistemi di sollevamento e trasporto

Spesso l’attenzione si concentra sulla stabilità del carico o sull’idoneità dell’attrezzatura, ma uno dei fattori più critici riguarda la presenza delle persone nelle aree di movimentazione. Un carico che si sposta, oscilla, si sbilancia o cade può trasformarsi in pochi istanti in una minaccia mortale.

Il riferimento generale è il D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’attività lavorativa e di adottare le misure organizzative e procedurali necessarie per eliminarli o ridurli al minimo.

La prima regola: delimitare le aree di lavoro

Una delle misure preventive più efficaci consiste nell’individuare e delimitare chiaramente le aree interessate dalla movimentazione dei carichi.

Le zone operative devono essere riconoscibili attraverso:

  • segnaletica orizzontale e verticale;
  • barriere mobili o delimitazioni temporanee;
  • percorsi dedicati ai mezzi di movimentazione;
  • aree interdette al personale non coinvolto nelle operazioni.

Quando viene movimentato un macchinario particolarmente pesante o ingombrante, l’area di lavoro deve essere isolata per impedire l’accesso accidentale di altri lavoratori.

La separazione tra percorsi pedonali e percorsi dei mezzi rappresenta infatti una delle principali misure di prevenzione contro gli incidenti da investimento e schiacciamento.

Tale principio è richiamato anche dall’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008, che prevede l’organizzazione sicura delle vie di circolazione e la tutela dei lavoratori esposti al rischio derivante dal movimento di veicoli e attrezzature.

Nessuno deve sostare nella traiettoria del carico

Esiste una regola fondamentale che dovrebbe essere considerata inviolabile: nessun lavoratore deve trovarsi sotto, davanti o nella traiettoria di un carico in movimento.

Questo principio vale sia per i carichi movimentati con transpallet e carrelli elevatori sia per quelli sollevati tramite gru e carroponte.

Anche quando il carico appare stabile o il percorso sembra sicuro, possono verificarsi eventi imprevisti:

  • perdita di equilibrio del materiale trasportato;
  • cedimento dei sistemi di aggancio;
  • urti accidentali;
  • ostacoli lungo il percorso;
  • errori di manovra.

La presenza di persone nell’area di rischio può trasformare un’anomalia operativa in un evento dalle conseguenze gravissime.

Il ruolo decisivo della formazione

Le procedure di sicurezza risultano efficaci solo se conosciute e applicate correttamente.

Per questo motivo la formazione dei lavoratori deve affrontare in modo specifico:

  • i rischi legati alla movimentazione dei carichi;
  • le corrette modalità operative;
  • la gestione delle aree di transito;
  • i comportamenti vietati;
  • le procedure di emergenza.

Particolare attenzione deve essere riservata agli operatori incaricati della conduzione di attrezzature come carrelli elevatori, transpallet elettrici e apparecchi di sollevamento, che devono possedere l’addestramento previsto dalla normativa vigente.

Per le attrezzature per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, il riferimento è l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, successivamente aggiornato dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che disciplina formazione, addestramento e aggiornamento degli operatori addetti all’utilizzo di particolari attrezzature di lavoro.

La formazione non può però riguardare soltanto gli addetti alla movimentazione: tutti i lavoratori che operano nelle aree interessate devono essere consapevoli dei rischi e delle corrette distanze di sicurezza da mantenere.

Il preposto come figura di controllo

Un altro elemento fondamentale è il ruolo del preposto.

Durante le attività più complesse o particolarmente rischiose, il preposto deve vigilare affinché le procedure vengano rispettate e intervenire immediatamente in presenza di comportamenti non sicuri.

Tale obbligo è espressamente previsto dall’articolo 19 del D.Lgs. 81/2008, che attribuisce al preposto il compito di sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza.

Il coordinamento tra operatori, segnalatori e personale presente nell’area è essenziale per evitare incomprensioni, manovre simultanee o accessi non autorizzati nelle zone di pericolo.

Una comunicazione chiara e costante riduce significativamente il rischio di incidenti.

La sicurezza non è mai una formalità

Le cronache continuano purtroppo a ricordarci quanto possano essere gravi le conseguenze di un incidente legato alla movimentazione di carichi pesanti. La tragedia avvenuta ad Altopascio rappresenta un’ulteriore occasione per riflettere sull’importanza della prevenzione.

Delimitare le aree operative, vietare la presenza di persone lungo la traiettoria dei carichi, garantire una formazione adeguata e assicurare un efficace coordinamento tra lavoratori e preposti non sono semplici adempimenti burocratici, ma misure concrete che possono salvare vite umane.

In materia di salute e sicurezza sul lavoro, ogni movimentazione deve essere considerata un’attività da pianificare con attenzione. Perché quando un carico si muove, anche pochi secondi di distrazione possono avere conseguenze irreparabili.

I commenti sono chiusi, ma trackback e pingback sono aperti.