Entrato in vigore il 1° agosto 2024 e destinato a trovare piena applicazione entro il 2 agosto 2026, il Regolamento si fonda su un approccio basato sul rischio, che distingue i sistemi di intelligenza artificiale in base al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali e sulla sicurezza delle persone.

Le applicazioni considerate a rischio inaccettabile, come quelle basate su pratiche manipolative o sistemi di social scoring, sono espressamente vietate. I sistemi classificati ad alto rischio – ad esempio quelli impiegati in ambito sanitario, nel mondo del lavoro, nella giustizia o nelle infrastrutture critiche – sono invece soggetti a requisiti rigorosi, tra cui l’adozione di sistemi di gestione del rischio, la garanzia della qualità dei dati, la predisposizione di documentazione tecnica, la registrazione in appositi database europei e la previsione di una supervisione umana.

Per le applicazioni a rischio limitato, come chatbot o sistemi di generazione di contenuti, è previsto l’obbligo di trasparenza nei confronti degli utenti, mentre per i sistemi a rischio minimo non sono richiesti adempimenti specifici.

Una delle principali novità introdotte riguarda i modelli di intelligenza artificiale generativa e i cosiddetti foundation models, per i quali sono stabiliti obblighi specifici, in particolare in materia di trasparenza e gestione dei rischi sistemici nei casi di maggiore impatto.

Il Regolamento prevede inoltre un sistema di governance articolato, che coinvolge la Commissione europea, le autorità nazionali competenti e organismi di coordinamento a livello unionale, con l’obiettivo di garantire un’applicazione uniforme e coerente delle norme.

Particolarmente rilevante è anche il sistema sanzionatorio, che può arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale dell’impresa, rendendo la conformità normativa un elemento centrale per tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di IA.

Per le imprese, l’AI Act comporta la necessità di adottare un approccio strutturato alla gestione dell’intelligenza artificiale, che includa la classificazione dei sistemi utilizzati, l’adeguamento ai requisiti previsti, l’implementazione di modelli di governance e la predisposizione di adeguati sistemi di controllo e documentazione.

Il Regolamento rappresenta oggi uno dei riferimenti normativi più avanzati a livello internazionale e segna un passaggio fondamentale verso un utilizzo dell’intelligenza artificiale sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

In sintesi – Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act)

Entrata in vigore: 1° agosto 2024
Piena applicazione: entro 2 agosto 2026

✔️ Primo regolamento europeo completo sull’Intelligenza Artificiale
✔️ Approccio basato sul rischio (4 livelli: inaccettabile, alto, limitato, minimo)
✔️ Divieto per sistemi di IA a rischio inaccettabile
✔️ Obblighi stringenti per sistemi ad alto rischio
✔️ Trasparenza obbligatoria per chatbot e IA generativa
✔️ Regole specifiche per modelli avanzati (foundation models)
✔️ Sistema sanzionatorio fino a 35 milioni € o 7% fatturato
✔️ Richiede governance, controllo e compliance per le imprese.

Fonte: Gruppo Errepi Srl

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