Nei magazzini, nei reparti produttivi e nelle aree di carico e scarico, carrelli elevatori e pedoni condividono spesso spazi caratterizzati da attraversamenti, ostacoli, rumore, scaffalature e visibilità limitata.

La formazione dell’operatore è indispensabile, ma non può compensare da sola una viabilità aziendale mal progettata. La prevenzione richiede un insieme coordinato di misure tecniche, organizzative e comportamentali definite a partire dalla valutazione dei rischi.

Analizzare i flussi prima di tracciare i percorsi

La semplice presenza di linee colorate a pavimento non garantisce automaticamente la sicurezza. Prima di definire corsie e attraversamenti è necessario analizzare:

  • direzione e frequenza dei flussi;
  • tipologia e dimensioni dei carrelli;
  • caratteristiche e stabilità dei carichi;
  • presenza di porte, rampe, incroci e strettoie;
  • punti con visuale ostacolata;
  • attività di prelievo e deposito;
  • accesso di autisti, manutentori, visitatori e imprese esterne;
  • condizioni di illuminazione e rumore;
  • eventuali picchi produttivi o variazioni stagionali.

La viabilità deve essere rivalutata quando vengono modificati layout, scaffalature, macchinari, processi logistici o modalità di stoccaggio.

Separare, proteggere e rendere visibili

Quando tecnicamente possibile, la separazione fisica tra percorsi pedonali e corsie dei mezzi costituisce una misura particolarmente efficace. Barriere, parapetti, varchi dedicati e attraversamenti protetti riducono la dipendenza dal solo comportamento individuale.

Nei punti di interferenza è opportuno valutare:

  • attraversamenti chiaramente individuabili;
  • specchi o dispositivi di supporto alla visibilità;
  • illuminazione adeguata;
  • segnalazioni coerenti e comprensibili;
  • limiti di velocità definiti sulla base delle condizioni reali;
  • regole di precedenza;
  • sistemi per impedire la sosta nei punti ciechi;
  • gestione controllata delle manovre in retromarcia.

I dispositivi acustici e luminosi possono contribuire alla prevenzione, ma non devono sostituire l’organizzazione dei flussi, la visibilità e la separazione degli spazi.

Condizioni del mezzo e autorizzazione all’uso

Il carrello deve essere idoneo all’impiego previsto, mantenuto in efficienza e utilizzato nel rispetto delle indicazioni del fabbricante. Prima dell’uso è opportuno verificare gli elementi essenziali: freni, sterzo, forche, pneumatici, dispositivi di segnalazione, sistemi di ritenuta e assenza di perdite o danni evidenti.

L’utilizzo deve essere riservato a lavoratori incaricati, adeguatamente formati e addestrati. La formazione non elimina la necessità di controllare nel tempo l’applicazione delle procedure e di intervenire in presenza di comportamenti non sicuri.

Anche i pedoni devono essere informati

La gestione del rischio non riguarda esclusivamente i carrellisti. Chiunque acceda alle aree logistiche deve conoscere percorsi consentiti, punti di attraversamento, aree interdette e regole di comportamento.

Visitatori e lavoratori esterni rappresentano un elemento particolarmente delicato perché potrebbero non essere consapevoli dei flussi interni o dei punti di scarsa visibilità. Le procedure di accesso devono quindi comprendere informazioni preventive e, quando necessario, accompagnamento o limitazioni specifiche.

Verificare il sistema sul campo

Sopralluoghi periodici, osservazione delle manovre e raccolta delle segnalazioni consentono di individuare interferenze non previste, scorciatoie pedonali, ostacoli, segnaletica deteriorata e situazioni di quasi incidente.

Analizzare i near miss permette di intervenire prima che una criticità produca conseguenze. Ogni segnalazione dovrebbe essere considerata un’informazione utile al miglioramento del sistema, non una colpa da attribuire.

Gruppo Errepi Srl supporta le imprese nella valutazione dei rischi logistici, nell’organizzazione della viabilità aziendale e nella formazione degli addetti alla conduzione dei carrelli elevatori.

Fonte: Gruppo Errepi Srl

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