Lombardia: tra cali generali e picchi locali
Secondo i dati INAIL, da gennaio a luglio 2025 in Lombardia si sono verificati:
- 64 infortuni mortali sul luogo di lavoro, che salgono a 89 includendo quelli in itinere;
- 65.427 infortuni non mortali, in calo dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2024;
- 3056 malattie professionali denunciate, con un aumento del 22%;
- Tumori di origine professionale in forte crescita: +43,7% (273 casi).
Nonostante il calo complessivo dei decessi (-12,7%), alcune province lombarde mostrano incrementi drammatici:
- Como e Cremona: +200%;
- Bergamo: +45%;
- Lecco: +33%;
- Milano: dato stabile con 23 morti nel 2024 e 23 nel 2025.
Primo quadrimestre: un quadro già critico
Nei primi quattro mesi del 2025, la Lombardia ha registrato:
- 36.623 denunce di infortunio;
- 45 casi mortali;
- 1.624 malattie professionali, +18,5% rispetto al 2024.
Preoccupante anche l’incidenza tra gli studenti, che rappresentano il 23% delle denunce nazionali, con un incremento del 4,1%.
Le cause principali
Gli infortuni derivano spesso da:
- Mancata applicazione delle norme di sicurezza;
- Esposizione a sostanze tossiche;
- Condizioni lavorative stressanti e ripetitive;
- Carente formazione preventiva, soprattutto nei contesti scolastici e formativi.
Le richieste dei sindacati
La UIL Lombardia ha chiesto:
- Una programmazione pluriennale per la sicurezza;
- Investimenti nei servizi di prevenzione;
- Potenziamento delle attività ispettive;
- Maggiore tutela per studenti e lavoratori.
Conclusione
La Lombardia, pur mostrando segnali di miglioramento in alcuni ambiti, resta una delle regioni più colpite e vulnerabili. Le cifre parlano chiaro: ogni giorno oltre 13 lavoratori denunciano una malattia professionale. Serve una risposta coordinata tra istituzioni, imprese e sindacati per trasformare questi dati in azioni concrete.
Fonte: Gruppo Errepi Srl