La normativa italiana si fonda su un approccio fortemente antropocentrico, ponendo al centro la tutela della persona, la trasparenza, la responsabilità e la necessità di mantenere un controllo umano sui processi decisionali automatizzati.
Uno degli ambiti di maggiore rilevanza è quello del lavoro, dove la legge introduce obblighi informativi e strumenti di valutazione dell’impatto dei sistemi algoritmici, con particolare attenzione alla prevenzione di fenomeni discriminatori. In questo contesto è prevista anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale nel lavoro, con funzioni di monitoraggio e supporto.
La legge interviene inoltre sulle professioni intellettuali, ribadendo il principio secondo cui l’intelligenza artificiale può essere utilizzata come strumento di supporto, ma non può sostituire il professionista, che resta pienamente responsabile delle attività svolte. È previsto, inoltre, l’obbligo di informare il cliente in merito all’eventuale utilizzo di sistemi di IA.
Ulteriori disposizioni riguardano il rafforzamento delle tutele in ambito penale, con l’introduzione di misure volte a contrastare utilizzi illeciti dell’intelligenza artificiale, come la creazione di contenuti manipolativi o fraudolenti. La normativa promuove anche lo sviluppo delle competenze digitali e la diffusione della cultura dell’innovazione, riconoscendo il ruolo strategico della formazione.
La Legge 132/2025 interviene infine in diversi settori chiave, tra cui la pubblica amministrazione, la sanità e la giustizia, con l’obiettivo di garantire un utilizzo dell’intelligenza artificiale coerente con i principi di legalità, trasparenza e responsabilità.
Nel loro insieme, il Regolamento europeo e la normativa nazionale delineano un sistema integrato a doppio livello: da un lato, l’AI Act stabilisce regole tecniche uniformi per tutti gli Stati membri; dall’altro, la legge italiana disciplina gli aspetti organizzativi, sociali e applicativi nel contesto nazionale.
Per imprese e professionisti, questo scenario richiede un adeguamento consapevole e strutturato, volto a garantire un utilizzo dell’intelligenza artificiale conforme alle normative e coerente con i valori fondamentali dell’ordinamento europeo.
In sintesi – Legge italiana 23 settembre 2025 n. 132
Entrata in vigore: 10 ottobre 2025
✔️ Legge italiana di integrazione dell’AI Act
✔️ Approccio antropocentrico (centralità della persona)
✔️ Obbligo di trasparenza e supervisione umana
✔️ Focus su lavoro e prevenzione discriminazioni
✔️ Istituzione Osservatorio nazionale IA nel lavoro
✔️ IA come supporto, non sostituzione, nelle professioni
✔️ Introduzione di tutele e profili penali
✔️ Promozione formazione e competenze digitali
✔️ Coordinamento con normativa europea.
Fonte: Gruppo Errepi Srl