L’obiettivo dichiarato della Commissione è quello di affrontare in modo più efficace il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, promuovendo un sistema che rafforzi non solo il profilo sanzionatorio, ma soprattutto la prevenzione, l’organizzazione aziendale e la cultura della sicurezza.
UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO
La Relazione parte da una considerazione molto chiara: nonostante il continuo sviluppo normativo e tecnologico, il fenomeno degli infortuni continua a rappresentare una criticità sociale ed economica estremamente grave.
Secondo la Commissione, la sicurezza non può più essere affrontata esclusivamente attraverso un modello “punitivo”, basato solo sulla repressione delle violazioni dopo il verificarsi dell’evento.
Occorre invece sviluppare un sistema integrato fondato su:
prevenzione organizzata;
responsabilizzazione delle imprese;
formazione continua;
gestione strutturata dei rischi;
valorizzazione delle buone pratiche;
modelli organizzativi efficaci;
collaborazione tra pubblico e privato.
La sicurezza viene quindi vista come parte integrante della governance aziendale e non più come semplice adempimento documentale.
IL COLLEGAMENTO TRA SICUREZZA, ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E MODELLI 231
Uno degli aspetti più interessanti della Relazione riguarda il forte collegamento tra sicurezza sul lavoro, adeguati assetti organizzativi ex art. 2086 c.c. e modelli organizzativi previsti dal D.Lgs. 231/2001.
La Commissione evidenzia infatti come:
un’organizzazione aziendale strutturata;
un corretto sistema di gestione dei rischi;
procedure efficaci;
controlli interni adeguati;
flussi informativi chiari;
possano rappresentare strumenti fondamentali per ridurre concretamente il rischio di infortuni.
In questa prospettiva, la compliance organizzativa viene considerata elemento centrale della prevenzione.
IL NUOVO ART. 590-SEPTIES C.P.: RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO E COLPA GRAVE
Tra le novità più rilevanti emerge la proposta di introduzione del nuovo articolo 590-septies del Codice Penale, rubricato “Responsabilità del datore di lavoro per colpa grave”.
La proposta prevede che, in presenza di un adeguato modello di organizzazione e gestione conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro possa essere punito per omicidio colposo o lesioni colpose derivanti da violazione delle norme prevenzionistiche solo nei casi di colpa grave.
La finalità è quella di incentivare le imprese ad adottare sistemi organizzativi realmente efficaci, premiando chi investe concretamente nella sicurezza.
Secondo la proposta, il giudice dovrà tenere conto di diversi elementi nella valutazione del grado della colpa, tra cui:
natura e complessità dell’attività;
conoscenze sul rischio;
buone prassi validate;
asseverazioni;
certificazioni dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
GLI OBBLIGHI CHE RIMANGONO FONDAMENTALI
La Commissione specifica però che esistono obblighi considerati imprescindibili, la cui violazione comporterebbe comunque una responsabilità grave del datore di lavoro.
Tra questi:
mancata nomina del medico competente;
mancata nomina del RSPP;
omessa valutazione dei rischi;
assenza del DVR;
mancata adozione delle misure di prevenzione;
mancata fornitura dei DPI;
carenze formative e informative verso i lavoratori.
La proposta conferma quindi il ruolo centrale della valutazione dei rischi, della formazione e dell’organizzazione della prevenzione.
RAFFORZAMENTO DEL RUOLO DEL RSPP
La Relazione dedica ampio spazio anche alla figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
La proposta punta a trasformare il ruolo del RSPP da semplice collaboratore del datore di lavoro a figura tecnica con maggiore autonomia e centralità nel sistema prevenzionistico aziendale.
Le modifiche ipotizzate prevedono:
maggiore autonomia operativa;
adeguate risorse economiche;
definizione più strutturata del servizio di prevenzione;
responsabilità specifiche legate alle competenze tecniche.
Il datore di lavoro manterrebbe comunque l’obbligo di vigilanza e organizzazione generale.
MODIFICHE ALLE SANZIONI PENALI
La Commissione propone inoltre un aumento delle pene previste per:
omicidio colposo aggravato da violazione delle norme antinfortunistiche;
lesioni colpose aggravate.
Parallelamente viene introdotta una nuova attenuante nei casi in cui l’evento sia il risultato di una pluralità di fattori e il contributo causale del singolo soggetto sia di minima importanza.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più proporzionata la valutazione delle responsabilità nei contesti organizzativi complessi.
PIÙ RAPIDITÀ NELLE INDAGINI SUGLI INFORTUNI
Le proposte coinvolgono anche il Codice di Procedura Penale.
La Commissione suggerisce infatti procedure più rapide per i procedimenti relativi agli infortuni sul lavoro, ispirandosi al modello già utilizzato per il cosiddetto “Codice Rosso”.
Tra le principali novità:
assunzione rapida delle informazioni dalla persona offesa;
accelerazione degli atti delegati alla polizia giudiziaria;
maggiore tutela processuale per le vittime e i familiari.
FORMAZIONE E NUOVO ACCORDO STATO-REGIONI 2025
La Relazione richiama inoltre il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, entrato in vigore il 24 maggio 2025, che ha unificato e aggiornato i precedenti accordi in materia di formazione sulla sicurezza sul lavoro.
Tra gli aspetti più rilevanti:
revisione dei contenuti formativi;
obbligo formativo per i datori di lavoro;
verifica dell’efficacia della formazione;
nuove regole per i soggetti formatori;
aggiornamento dei percorsi per RSPP, ASPP, dirigenti, preposti e lavoratori.
CONSIDERAZIONI FINALI
Le proposte della Commissione delineano un possibile cambiamento significativo nel sistema della salute e sicurezza sul lavoro.
Il messaggio che emerge con forza è che la sicurezza dovrà essere sempre più integrata nell’organizzazione aziendale attraverso:
modelli gestionali efficaci;
formazione continua;
valutazione dinamica dei rischi;
responsabilizzazione dei soggetti coinvolti;
cultura della prevenzione.
Per aziende, consulenti, RSPP e operatori del settore, diventa quindi fondamentale investire non solo nell’adempimento formale, ma nella costruzione di sistemi organizzativi realmente efficaci, documentati e costantemente aggiornati.
Fonte documentale:
Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro – “Relazione finale”, istituita con D.M. 27 marzo 2024 presso il Ministero della Giustizia.
Testo dell’articolo:
Redazione e approfondimento editoriale a cura di Gruppo Errepi Srl.
Il presente contenuto costituisce una sintesi informativa e divulgativa delle proposte di riforma illustrate nella Relazione ministeriale.