La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro continua a rappresentare una delle sfide più importanti per imprese, lavoratori e professionisti della prevenzione.

I dati lo confermano. Secondo il quadro provvisorio diffuso da INAIL, nel 2025 sono state presentate 597.710 denunce di infortunio, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Le denunce di infortunio con esito mortale pervenute entro il 31 dicembre sono state 1.093. Particolarmente significativo anche l'aumento delle denunce di malattia professionale, salite a 98.463, l’11,3% in più rispetto al 2024.

Numeri che ricordano come la sicurezza non possa essere considerata esclusivamente un obbligo normativo, ma debba diventare parte integrante dell’organizzazione e della cultura aziendale.

Il 2026 rafforza il ruolo della prevenzione

La Legge 29 dicembre 2025, n. 198, che ha convertito il Decreto-Legge n. 159/2025, ha introdotto nuove misure dedicate alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra gli interventi previsti figurano il rafforzamento delle politiche di prevenzione e formazione, nuove risorse destinate alla diffusione della cultura della sicurezza, il potenziamento delle attività di vigilanza e meccanismi orientati a premiare le imprese con migliori risultati sul fronte infortunistico.

Un segnale importante: la prevenzione viene sempre più considerata non soltanto come un costo o un insieme di prescrizioni da rispettare, ma come un investimento nella qualità dell'organizzazione aziendale.

Formazione: non basta partecipare a un corso

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda proprio la formazione.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, ha ridefinito e uniformato durata, contenuti e modalità dei percorsi formativi previsti dal D.Lgs. 81/2008.

La direzione è chiara: superare una concezione puramente formale della formazione.

Non è sufficiente che un lavoratore abbia frequentato un determinato numero di ore. Occorre verificare ciò che ha realmente appreso e, soprattutto, valutare nel tempo se le competenze acquisite vengono effettivamente applicate durante l'attività lavorativa.

Il nuovo sistema attribuisce quindi particolare importanza alla verifica dell'apprendimento e dell'efficacia della formazione sul luogo di lavoro, attraverso strumenti quali osservazione dei comportamenti, analisi degli eventi infortunistici, questionari e check-list.

È un passaggio fondamentale: dalla formazione intesa come adempimento alla formazione come vero strumento di prevenzione.

La sicurezza deve essere visibile ogni giorno

Un DVR aggiornato, procedure corrette e attestati di formazione sono indispensabili, ma da soli non possono impedire un infortunio.

La sicurezza diventa realmente efficace quando entra nella quotidianità dell'azienda: nella manutenzione delle attrezzature, nell'utilizzo corretto dei DPI, nell'organizzazione degli spazi, nella gestione delle emergenze, nella segnalazione tempestiva delle anomalie e nella capacità di riconoscere un rischio prima che provochi un incidente.

Anche i near miss, cioè i mancati infortuni, possono rappresentare informazioni preziose. Analizzarli consente di individuare criticità e intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa produca conseguenze.

La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

“Siamo in regola?”

ma anche:

“Le nostre misure di prevenzione stanno funzionando davvero?”

Più strumenti a disposizione delle imprese

Nel 2026 è arrivata anche un'importante novità per aziende e professionisti: grazie alla convenzione tra Ministero del Lavoro, INAIL e UNI, dal 28 aprile è disponibile la libera consultazione delle norme tecniche UNI in materia di salute e sicurezza sul lavoro interessate dall'accordo.

L'obiettivo è rendere gli standard tecnici più facilmente accessibili e favorirne l'utilizzo concreto nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Dalla sicurezza “sulla carta” alla cultura della prevenzione

Il vero cambiamento richiesto alle imprese è soprattutto culturale.

Una buona organizzazione della sicurezza significa conoscere i rischi reali dell'attività, aggiornare la valutazione quando cambiano processi, attrezzature o organizzazione, formare adeguatamente le persone, verificare sul campo l'efficacia delle misure adottate e intervenire tempestivamente sulle criticità.

Significa inoltre coinvolgere lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro nella costruzione di un sistema nel quale la prevenzione sia una responsabilità condivisa.

Perché un ambiente di lavoro sicuro non nasce semplicemente dal rispetto di una norma.

Nasce da competenze, organizzazione, consapevolezza e comportamenti corretti ogni giorno.

Gruppo Errepi: consulenza e formazione per la sicurezza sul lavoro

Gruppo Errepi Srl affianca le aziende nella gestione della salute e della sicurezza sul lavoro attraverso attività di consulenza, valutazione dei rischi, formazione e aggiornamento, con l'obiettivo di trasformare gli obblighi normativi in strumenti concreti di prevenzione.

In un quadro normativo in continua evoluzione, affidarsi a professionisti qualificati significa non soltanto mantenere l'azienda aggiornata, ma costruire nel tempo un sistema di sicurezza realmente efficace.

La sicurezza non è un documento da archiviare. È un processo da mantenere vivo ogni giorno.

Fonte: Gruppo Errepi Srl

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