Gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati possono presentare pericoli difficilmente percepibili: carenza o arricchimento di ossigeno, presenza di sostanze tossiche o infiammabili, rischio di seppellimento, avviamento intempestivo degli impianti e difficoltà di evacuazione.
Serbatoi, silos, vasche, pozzi, cunicoli, reti fognarie e apparecchiature di processo non devono essere valutati soltanto in base alle loro dimensioni. Occorre esaminare le caratteristiche dell’ambiente, le sostanze presenti o precedentemente contenute, le lavorazioni da svolgere e le condizioni che possono svilupparsi durante l’intervento.
Prima domanda: è davvero necessario entrare?
La prima misura di prevenzione consiste nel verificare se l’attività possa essere svolta dall’esterno mediante strumenti di ispezione, pulizia o manutenzione a distanza.
Quando l’accesso risulta necessario, la valutazione deve tradursi in una procedura specifica, costruita sulle condizioni effettive dell’intervento. Tra gli aspetti da considerare rientrano:
- identificazione dei pericoli e delle possibili variazioni dell’atmosfera;
- intercettazione e isolamento delle alimentazioni e delle energie pericolose;
- bonifica, pulizia e ventilazione dell’ambiente;
- controllo dell’atmosfera prima dell’ingresso e, quando necessario, durante il lavoro;
- delimitazione e presidio dell’accesso;
- comunicazione tra chi opera all’interno e il personale esterno;
- individuazione dei dispositivi di protezione e delle attrezzature di recupero;
- coordinamento tra committente, impresa esecutrice e lavoratori autonomi.
La presenza di un rilevatore multigas, da sola, non rende sicuro l’accesso. Lo strumento deve essere idoneo ai contaminanti prevedibili, correttamente mantenuto e utilizzato da personale capace di interpretarne i risultati.
Il soccorso deve essere pianificato prima dell’emergenza
Negli spazi confinati, un soccorso improvvisato può trasformare un singolo infortunio in un evento con più vittime. Prima dell’accesso devono essere definite modalità di allarme, recupero ed evacuazione, persone incaricate, attrezzature disponibili e condizioni nelle quali è possibile intervenire senza esporre i soccorritori allo stesso pericolo.
La sola chiamata ai servizi pubblici di emergenza non sostituisce una pianificazione aziendale adeguata. Tempi, accessibilità e modalità di recupero devono essere valutati in anticipo e, ove necessario, verificati attraverso esercitazioni realistiche.
Qualificazione e formazione
Il D.P.R. 177/2011 disciplina la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in questi ambienti. Il quadro deve essere coordinato con il D.Lgs. 81/2008 e con le disposizioni sulla formazione contenute nell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Aspetti in evoluzione: il Ministero del Lavoro ha istituito un gruppo interistituzionale per fornire chiarimenti uniformi sull’applicazione dell’Accordo del 2025. La pianificazione dei corsi e la verifica dei requisiti devono pertanto basarsi sulle indicazioni ufficiali aggiornate, comprese le relative FAQ.
Gruppo Errepi Srl affianca le aziende nella valutazione dei rischi, nella predisposizione delle procedure di accesso e di emergenza e nella formazione per le attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
Fonte: Gruppo Errepi Srl