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Stress lavoro-correlato: come riconoscerlo e prevenirlo in azienda

​Come professionisti nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, noi di Gruppo Errepi Srl, abbiamo spesso affrontato il tema dello stress lavoro-correlato, una questione tanto delicata quanto cruciale per il benessere dei lavoratori e l’efficienza delle aziende.

Cosa si intende per stress lavoro-correlato

Non si tratta del normale affaticamento o della tensione momentanea dovuta a una scadenza. Lo stress lavoro-correlato è una condizione prolungata di disagio psicofisico che nasce quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano le capacità del lavoratore di gestirle. Se ignorato, può portare a sintomi come:

  • insonnia, ansia, irritabilità;
  • calo di motivazione e produttività;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disturbi psicosomatici (mal di testa, gastriti, tachicardie);
  • assenteismo o presenteismo (essere presenti ma inefficaci);
  • burn-out nei casi più gravi.

Il rischio stress colpisce tutti i settori, anche se con intensità diversa, ed è influenzato sia da fattori organizzativi (turni, carichi, conflitti) sia da elementi soggettivi.

Secondo i dati dell’INAIL, lo stress correlato all’attività lavorativa è tra le prime cause di disagio e assenze prolungate in azienda. Eppure, è ancora troppo spesso trascurato. Le aziende italiane sono chiamate, per legge e per buon senso, a prevenire e gestire questo rischio attraverso strumenti di valutazione, azioni correttive e una vera cultura del benessere organizzativo.

Obblighi normativi: cosa prevede la legge in Italia

Il D.Lgs. 81/08, noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, ha inserito lo stress lavoro-correlato tra i rischi da valutare obbligatoriamente. L’articolo 28 stabilisce che tutte le aziende devono effettuare una valutazione dei rischi che includa anche quelli di natura psicosociale, come appunto lo stress.

Nel 2010, la Commissione Consultiva Permanente ha fornito le linee guida per la valutazione dello stress in due fasi:

  1. Valutazione preliminare, basata su indicatori oggettivi (tassi di assenteismo, turnover, infortuni, segnalazioni interne), i cosiddetti eventi sentinella;
  2. Valutazione approfondita, da attivare se emergono criticità, che prevede anche il coinvolgimento diretto dei lavoratori attraverso questionari, focus group o colloqui individuali.

Il datore di lavoro, in collaborazione con RSPP, medico competente e RLS, deve pianificare le misure correttive necessarie e monitorarne l’efficacia nel tempo.

Cosa fare quando emergono segnali di allarme

Quando un lavoratore mostra segni evidenti di disagio, l’azienda ha il dovere morale e legale di intervenire. Alcune azioni immediate possono includere:

  • colloqui individuali con la funzione HR o il responsabile diretto;
  • supporto medico-psicologico (anche temporaneo);
  • adattamento delle mansioni o dell’orario, se compatibile;
  • riduzione temporanea del carico di lavoro;
  • valutazione medico-competente per eventuali prescrizioni o idoneità specifiche.

È importante evitare la colpevolizzazione del lavoratore: lo stress non è un “difetto personale” ma spesso un sintomo di disfunzioni organizzative più ampie.

Strategie di monitoraggio e prevenzione stress lavoro-correlato

La prevenzione dello stress non si esaurisce nella valutazione documentale: deve diventare una parte viva del sistema aziendale. Ecco alcune azioni concrete e strategie utili:

  • Formazione dei dirigenti e preposti per riconoscere i segnali di disagio nei team;
  • Questionari periodici sul benessere organizzativo (es. HSE Indicator Tool o MOHQ);
  • Sportelli di ascolto o counseling interno, anche con psicologi del lavoro;
  • Chiarezza nei ruoli e nella comunicazione aziendale, per ridurre ambiguità e conflitti;
  • Pianificazione dei carichi di lavoro più equilibrata, evitando sovraccarichi prolungati;
  • Promozione di orari sostenibili e rispetto del diritto alla disconnessione (soprattutto nei lavori da remoto);
  • Attività di team building e coesione per migliorare il clima aziendale;
  • Coinvolgimento attivo dei lavoratori nella definizione di cambiamenti organizzativi.

La chiave è lavorare in modo proattivo e non solo reattivo: intervenire quando lo stress è già cronico può essere più costoso, inefficace e difficile da gestire.

Il supporto di Gruppo Errepi Srl

Lo stress lavoro-correlato è un rischio reale e diffuso, ma con strumenti adeguati e attenzione costante, è possibile prevenirlo e gestirlo in modo efficace. Con l’aiuto di enti come Gruppo Errepi Srl, le aziende italiane hanno strumenti e know how formativi e operativi a loro disposizione, ma serve una volontà concreta di mettere le persone al centro.

Contattateci oggi per la tutela la salute dei lavoratori e migliorare la produttività grazie ai nostri corsi mirati.