Premi "Invio" per passare al contenuto

Crans-Montana: analisi e responsabilità nella prevenzione degli infortuni

La tragedia dell’incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana (Canton Vallese, Svizzera) nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 rappresenta uno dei più gravi infortuni collettivi in Europa degli ultimi anni.

Il fatto: cause e dinamica dell’incendio

Il bilancio è tragico: circa 40 persone morte e oltre 110 ferite, molte in condizioni gravi, una tragedia avvenuta durante una festa di Capodanno in un locale affollato di giovani provenienti da più Paesi.

Secondo le ricostruzioni ufficiali e le analisi preliminari dell’incidente, l’incendio sarebbe scoppiato a causa di effetti pirotecnici alti – come le piccole “bengala” o candele scintillanti – innalzati all’interno del locale durante i festeggiamenti, che avrebbero toccato materiali altamente infiammabili nel soffitto, provocando un rapido sviluppo delle fiamme.

La dinamica descritta dagli esperti parla di un fenomeno chiamato flashover: un improvviso passaggio da un incendio localizzato alla combustione generalizzata di gran parte dei materiali presenti nell’ambiente chiuso. Questo fenomeno è particolarmente rischioso perché le temperature raggiungono valori estremamente elevati in brevissimo tempo, rendendo l’ambiente irrimediabilmente letale anche per chi non è direttamente coinvolto a livello di ustioni.

Criticità strutturali e organizzative

La tragedia ha evidenziato critiche strutturali e di sicurezza grave:

  • Vie di fuga insufficienti: una sola uscita principale utilizzabile dai presenti e la necessità per alcuni di rompere vetri per cercare di uscire.
  • Mancanza di controlli di sicurezza aggiornati: fonti investigative e dichiarazioni delle autorità hanno rivelato che il locale non era stato ispezionato per la sicurezza antincendio negli ultimi cinque anni prima dell’incidente.
  • Materiali altamente infiammabili: rivestimenti e materiali di arredo che, esposti a fiamme o scintille, hanno favorito la rapidissima propagazione dell’incendio.

Questi fattori richiamano direttamente diverse delle criticità tipiche riscontrate negli infortuni gravi, come descritto nei modelli tecnici di prevenzione: valutazioni dei rischi non adeguate alla realtà operativa e ambientale, procedure di emergenza insufficienti o non applicate, assenza di formazione specifica sulla prevenzione incendi e sull’evacuazione di emergenza.

Il ruolo della valutazione del rischio e della prevenzione

Nel caso di Crans-Montana si manifesta con evidenza come la valutazione dei rischi debba essere non solo formale ma contestualizzata alla realtà operativa del luogo: un bar discoteca con capienza elevata e eventi pirotecnici attivi richiede una analisi specifica dei possibili effetti dell’uso di materiali pirotecnici in spazi chiusi, delle vie di fuga multiple, della presenza di sistemi di rilevazione fumi e di spegnimento automatico. In questo caso l’assenza o l’inadeguatezza di tali misure ha contribuito a trasformare una scintilla in una tragedia.

Tecnici della prevenzione e organizzazioni come il Gruppo Errepi Srl sottolineano come la dinamicità della valutazione dei rischi sia un requisito imprescindibile: l’analisi deve essere continuamente aggiornata in base a modifiche organizzative, modifiche all’uso degli spazi e fenomeni non routinari come l’impiego di effetti pirotecnici. Solo questo approccio permette di anticipare e gestire correttamente i rischi gravi.

Responsabilità e vigilanza

Le indagini giudiziarie svizzere hanno portato all’arresto del gestore del locale, Jacques Moretti, con accuse di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Il contesto investigativo evidenzia come responsabilità individuali e istituzionali siano entrambe sotto scrutinio: non solo i proprietari/gestori del locale ma anche le autorità locali vengono esaminate alla luce dei mancati controlli e delle possibili omissioni nella vigilanza pubblica.

Dal punto di vista della prevenzione, la mancata applicazione delle misure di sicurezza – anche quando formalmente previste – è un elemento chiave di fallimento del sistema. Un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) esiste solo se tradotto in procedure operative effettive, formazione mirata dei lavoratori/operatori, controlli sistematici di conformità e audit interni regolari.

Una severa lezione per la prevenzione

La tragedia di Crans-Montana deve servire da punto di svolta per la prevenzione della sicurezza nei luoghi pubblici e di lavoro. Ogni incidente grave non è soltanto un evento da registrare, ma un caso di studio per migliorare la cultura della sicurezza, l’efficacia dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL), la qualità delle procedure di valutazione dei rischi e la responsabilizzazione reale di tutte le figure coinvolte.

Solo un approccio tecnico, sistemico e culturale integrato – che consideri la sicurezza come parte essenziale dei processi decisionali aziendali, operativi e normativi – può ridurre concretamente il rischio che eventi devastanti come quello di Crans-Montana si ripetano.