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Infortuni sul lavoro e malattie professionali nel 2022

Quella degli infortuni sul lavoro è una piaga che affligge il Paese da sempre. Si tratta di centinaia di decessi e di incidenti, un bollettino di guerra che puntualmente torna a ricordarci che c’è ancora molto da fare in materia.

I dati Inail sugli infortuni sul lavoro

L’Inail (l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ha pubblicato i dati relativi agli infortuni sui primi 9 mesi di questo 2022.

Si tratta di dati che coprono un arco temporale da Gennaio a Settembre di quest’anno e che presentano uno stato di cose preoccupante per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, anche se con qualche piccola buona notizia.

L’Inail ha registrato una crescita nel complesso delle denunce di infortuni sul lavoro; si parla di 536.002 casi, ovvero il 35,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’ano 2021.

Sono aumentate anche le patologie sempre legate agli ambienti di lavoro: le denunce sono state 43.933, l’8,6% in più dal 2021.

A questa crescita si contrappone il calo delle morti che diminuisce del 13,2% rispetto all’anno passato, gli infortuni denunciati con esito mortale sono stati 790.

Le denunce di infortunio

Gli infortuni sul lavoro denunciati dall’Inail per i primi nove mesi di questo 2022, fino a Settembre, sono stati 536.002, come anticipato si tratta di un dato in crescita rispetto agli anni passati.

Una crescita che possiamo vedere meglio estendendo il confronto allo stesso periodo degli anni precedenti:

  • 2021: 396.372 casi denunciati (+35,2%);
  • 2020: 366.598 casi (+46,2%);
  • 2019: 468.698 denunce di infortunio (+14,4%)

L’aumento è stato riscontrato, non solo per gli incidenti occorsi sul luogo di lavoro, ma anche per quelli in itinere, ossia gli infortuni avvenuti durante il tragitto di andata o ritorno tra l’abitazione il proprio posto di lavoro. Questi ultimi sono balzati da 53.509 a 64.459, con un aumento del 20,5%.

Gli incrementi di denunce di infortunio riguardano quasi tutti i settori; in particolare quello di Sanità e assistenza sociale che registra un aumento del +132,3%. A seguire si posizionano Trasporto e magazzinaggio e la Pubblica amministrazione (soprattutto nei rami che riguardano la sanità).

Le denunce vedono una crescita organica su tutto il territorio nazionale: in primo luogo al sud (con un aumento del 48,9%). Differente la curva tra lavoratori e lavoratrici: i casi che coinvolgono gli uomini sono cresciuti del 22,7%, del 57,9% le donne. Il fenomeno è diffuso in maniera trasversale tra lavoratori italiani (+37,5%), comunitari (+21,8%) e extracomunitari (+26,3%).

I casi mortali

Le morti sul lavoro denunciate dall’Inail nella sua sezione Open Data, relative ai primi nove mesi del 2022, sono state 790. In questo caso c’è stata una riduzione del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, 120 casi in meno rispetto ai 910 del 2021.

La diminuzione, però, riguarda soprattutto il decesso sul posto di lavoro. I casi in itinere aumentano da 179 a 216.

Il calo ha riguardato soprattutto il settore dell’Industria e dei servizi (da 767 a 668 denunce), seguito da quelli di Conto Stato (da 45 a 25) e Agricoltura (da 98 a 97).

Sul territorio, Calabria, Lombardia e Toscana rivestono la maglia nera con un aumento dei casi, mentre la Campania ha visto la maggiore riduzione di incidenti mortali. Il calo è avvenuto tra i lavoratori maschili che passano da 824 casi a 709 e le lavoratrici (da 86 a 81 casi).

In controtendenza sono gli incidenti che coinvolgono lavoratori comunitari e extracomunitari, in aumento rispettivamente da 30 a 41 e da 105 a 111 casi.

I casi di malattia professionale

I casi di denuncia legati a malattie professionali per i primi nove mesi del 2022 sono aumentati rispetto al 2021. Si è trattato di 43.933 casi, 3.463 (+8,6%) in più rispetto all’anno precedente.

Le prime tre malattie causa di questi problemi sono le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio. Sono seguite dai tumori e dalle malattie del sistema respiratorio.

I settori più colpiti sono Industria e servizi (+8,6%) e Agricoltura (+9,0%) mentre, a livello territoriale, gli aumenti più consistenti si sono riscontrati nel Nord-Ovest (+12,7%) e nel Sud e nelle Isole (+10,9%).

Anche in questo caso, l’aumento è trasversale tra lavoratori (+9,9%) e lavoratrici (+4,8%), e tra lavoratori italiani (+8,4%), comunitari (+17,4%) e extracomunitari (+7,2%).

Il fattore pandemia

La pandemia continua a giocare un ruolo in queste statistiche: secondo le spiegazioni dell’istituto, l’aumento degli incidenti è dovuto al ritorno dei lavoratori ai propri posti. Questo ha fatto risalire i casi di infortunio “tradizionale”.

Diminuiscono i morti causati dal contagio, ma, per contrappasso, aumentano i decessi legati agli spostamenti da o verso il posto di lavoro.

Infortuni sul lavoro 2022, in conclusione

L’Inail precisa che gli Open Data pubblicati sono provvisori e il confronto richiede cautela. Soprattutto gli infortuni mortali sono soggetti a punte occasionali e ai tempi di trattazione delle pratiche.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2022, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel frattempo, per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro, ricordiamo che non vanno mai sottovalutati i dispositivi di protezione e le procedure; un corso sulla sicurezza dei lavoratori, erogato da un ente accreditato come Gruppo Errepi Srl, può prevenire incidenti e infortuni.