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Normative, formazione e controllo HACCP in ambito ristorazione

Nel mio lavoro quotidiano come formatore specializzato in salute e sicurezza sul lavoro, mi capita spesso di incontrare titolari di attività alimentari e operatori della ristorazione che hanno a che fare con l’HACCP, ma che ne hanno una conoscenza frammentaria o superficiale.

Cosa significa HACCP?

HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, ovvero “Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici”. Si tratta di un sistema di autocontrollo igienico-sanitario che mira a prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili i rischi legati alla sicurezza degli alimenti, come contaminazioni biologiche, chimiche o fisiche.

Il principio base dell’HACCP è l’analisi preventiva del processo produttivo per individuare quei passaggi in cui potrebbero verificarsi problemi igienico-sanitari (i cosiddetti “punti critici”), stabilendo le misure di controllo da adottare per tenerli sotto controllo. Non si tratta, quindi, di reagire ai problemi una volta che si verificano, ma di prevenirli attraverso un approccio sistematico e documentato.

Le normative di riferimento

Il sistema HACCP affonda le sue radici in ambito internazionale: ha origine negli Stati Uniti, dove venne sviluppato negli anni ’60. L’approccio è stato successivamente adottato anche in Europa, a partire dal 1993 con l’introduzione della Direttiva 43/CEE.

In Italia, il sistema HACCP è stato formalizzato con la legge n. 155 del 1997. Tale normativa è poi stata aggiornata e sostituita dal Regolamento CE n. 852 del 2004, che stabilisce le norme sull’igiene dei prodotti alimentari, e dal Decreto Legislativo 193 del 2007, che ne definisce le modalità applicative sul territorio nazionale.

Il regolamento stabilisce sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme comunitarie in materia di igiene alimentare. Inoltre, impone a tutti gli operatori del settore alimentare (OSA) l’obbligo di applicare procedure basate sui principi HACCP e che il personale sia adeguatamente formato.

Il Piano di Autocontrollo HACCP

Il Piano di Autocontrollo HACCP è uno strumento che gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) devono implementare per garantire la sicurezza alimentare. Questo piano si compone di due elementi principali:

  • Manuale HACCP: un documento che descrive dettagliatamente i processi produttivi, le attrezzature utilizzate, gli ambienti di lavoro, i punti critici di controllo (CCP) e le azioni correttive da intraprendere in caso di necessità.
  • Schede HACCP: documenti operativi che registrano le attività di monitoraggio e controllo effettuate, come le temperature di conservazione, le pulizie effettuate e le verifiche delle attrezzature.​

La redazione del piano è responsabilità del titolare dell’impresa o di un suo rappresentante legale, ma può avvalersi di una figura qualificata esterna per la sua stesura.

Formazione: obbligo e opportunità

Uno degli aspetti centrali dell’HACCP è la formazione del personale. Tutti i lavoratori che manipolano alimenti, dai cuochi agli addetti alla pulizia in cucina, devono essere formati sui principi dell’autocontrollo, sulle buone pratiche igieniche e sul corretto comportamento da tenere durante il lavoro.

Dal punto di vista pratico, ottenere la certificazione HACCP significa acquisire competenze di base in microbiologia e conservazione degli alimenti. Per ottenere l’attestato, è necessario partecipare a specifici corsi di formazione che si concludono con un esame finale.

I corsi possono essere svolti in presenza o online (modalità FAD), purché erogati da enti accreditati o autorizzati. Il corso permette di apprendere:

  • Individuazione dei rischi: si apprendono i principali pericoli chimici, biologici e fisici che possono presentarsi nei processi aziendali;
  • Conservazione degli alimenti: con l’analisi dei metodi corretti per conservare gli alimenti in modo sicuro e conforme alle norme;
  • Punti critici di controllo (CCP): si imparano a riconoscere i momenti più delicati del processo produttivo in cui è fondamentale intervenire per prevenire rischi;
  • Attività di monitoraggio: le tecniche per controllare efficacemente i CCP e intervenire quando necessario;
  • Aspetti normativi e documentazione: si approfondisce la documentazione che ogni azienda deve produrre e tenere aggiornata per essere in regola con la normativa sulla sicurezza alimentare.

Il ruolo del formatore

Come formatori, il nostro compito è non solo trasmettere contenuti teorici, ma soprattutto calarli nella realtà operativa del contesto lavorativo. L’HACCP è un sistema dinamico da interiorizzare e la formazione è il primo passo in questa direzione.

Se sei un ristoratore, un addetto alla cucina o un responsabile di produzione, chiediti: il tuo personale è davvero preparato? La tua documentazione è aggiornata? Se hai dubbi o domande, confrontati con un professionista: la sicurezza alimentare inizia dalla conoscenza.