Torna l’evento che unisce Convegni, Formazione, Esercitazioni, Approfondimenti, Workshop, Spettacolo, Esposizione all’insegna della sicurezza.
Su ottomila mq, le due giornate di convegno esposizione richiamano tutte le figure della sicurezza per accrescere la cultura della prevenzione e per far conoscere le tecnologie più innovative delle aziende di settore.
Che cos'è il Safety Expo
E' il convegno esposizione a partecipazione gratuita che unisce al suo interno la XIII edizione del Forum di Prevenzione Incendi e la VI edizione del Forum di Sicurezza sul Lavoro.
La manifestazione, pensata per offrire una visione su tutte le problematiche più attuali, è divisa nelle due differenti aree della prevenzione incendi e della sicurezza sul lavoro, ciascuna con le proprie tipologie di incontro: convegni, focus di approfondimento, corsi di formazione, workshop tecnici, esercitazioni pratiche e tanti momenti di spettacolo ed emozione.
Nell'ampia area espositiva le aziende di settore presentano soluzioni tecnologiche e prodotti all'avanguardia.
Gli organizzatori
Il Safety Expo è organizzato dalle riviste Antincendio ed Ambiente & Sicurezza sul lavoro edite da EPC Periodici, in collaborazione con l'Istituto Informa. Contribuiscono attivamente alla manifestazione EPC Editore ed eADE, Tecnologie digitali.
Sappiamo che se nel nostro paese le malattie professionali sono in continua crescita, una buona parte delle patologie denunciate all’Inail sono correlate ad attività lavorative comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori.
Per questo motivo è bene continuare a mantenere alta l’attenzione sulle tematiche relative al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e sulle patologie comprese dalla sigla WMSDs (Work related Muscolo Skeletal Disorders) che raggruppa i disturbi o patologie provocate dallo svolgimento di attività manuali ripetitive in ambito lavorativo. Ma è anche necessario adottare idonee buone prassi e misure di progettazione per ridurre ed evitare l’esposizione a questi rischi.
Di seguito ecco riportate le “10” regole d’oro per ridurre il rischio, alternandole con alcuni utili suggerimenti per le postazioni di lavoro.
1. “eseguire le azioni nell’ordine insegnato;
2. usare il più possibile entrambi gli arti: le azioni più facili possono essere fatte anche con la mano sinistra;
3. evitare di aggiungere azioni inutili, ad esempio afferrando e riafferrando più volte un oggetto prima di posizionarlo. Se non è chiaro come svolgere il lavoro, chiedere informazioni al capo reparto. Avvisare il capo reparto quando risultasse necessario utilizzare o aggiungere nuove azioni rispetto a quelle stabilite per svolgere il lavoro;
4. non lanciare oggetti ed evitare comunque movimenti bruschi. Evitare azioni brusche con uso di forza nell’avvitare o spingere leve. Se la forza richiesta risulta eccessiva avvisa il capo reparto o l’addetto al servizio di prevenzione e protezione: occorrerà introdurre o usare un nuovo attrezzo o rimuovere l’inconveniente tecnico”. Il documento invita anche a “segnalare la presenza di un eccessivo uso di forza anche se fosse a carico delle sole dita della mano”;
5. “controlla che gli attrezzi che usi non provochino compressioni, arrossamenti, bolle, callosità sulle mani e sulle dita. Richiedi se necessario al Capo Reparto e al Servizio Prevenzione Protezione di rivedere l’attrezzo;
6. non prendere oggetti pesanti usando solo le dita (in particolare l’ultima parte delle dita);
7. se l’impugnatura di un attrezzo e l’esecuzione di più azioni costringono a mantenere a lungo il polso/i molto piegato/i chiedi al capo reparto o all’addetto della sicurezza di cambiare il tipo di impugnatura dell’attrezzo o di migliorare i punti operativi sul posto di lavoro”;
8. “non accelerare il tuo lavoro per finire prima del tempo accumulando minuti liberi prima di andare in mensa o prima della fine del turno: questo comportamento risulta dannoso per gli arti superiori soprattutto se si accumulano intere mezzore. Laddove possibile, è più salutare far riposare le braccia almeno una volta all’ora e/o turnare su più posti di lavoro che consentano di utilizzare in modo diverso gli arti superiori;
9. “lavorare spesso con le braccia sopra l’altezza spalle, soprattutto maneggiando pesi o facendo gesti che richiedono uso di forza, è rischioso per i tendini delle spalle. Chiedi al capo reparto o al Servizio Prevenzione Protezione di disporre attrezzi, oggetti in lavorazione, leve o pulsanti tutti sotto l’altezza delle spalle e il più vicino al piano di lavoro. Se è possibile, lavora appoggiando gli avambracci sul piano di lavoro”;
10. “rivolgersi al servizio sanitario aziendale quando si avvertono i primi sintomi soprattutto se legati all’attività lavorativa”.
La notizia di pochi minuti fa riguarda il "Modena Park" di Vasco Rossi, che sabato primo luglio richiamerà 220 mila persone nella città emiliana.
Ma tra i concerti "sensibili" ci sono anche gli "I-Days" di Monza.
Anche a Monza misure di sicurezza straordinarie per i concerti? La notizia di pochi minuti fa è stata diffusa da Ansa e riguarda principalmente il “Modena Park” di Vasco Rossi, che sabato primo luglio richiamerà 220 mila persone nella città emiliana.
Ma tra i concerti “sensibili” ci sarebbero anche gli “I-Days” di Monza, in scena tra pochi giorni, dal 15 al 18 giugno.
Un piano di sicurezza senza precedenti
“Il ‘Modena Park’ di Vasco Rossi, che sabato primo luglio richiamerà 220 mila persone nella città emiliana (da 190 mila abitanti) porta in dote numeri impressionanti da questo punto di vista, anche alla luce del recente attentato a Manchester e del panico che si è scatenato in piazza San Carlo a Torino.
Ma le misure straordinarie non saranno solo per Vasco a Modena. A Verona area attorno all’Arena blindata in occasione dei due spettacoli dei Wind Music Award”.
Controlli serrati
“Il piano predisposto da Prefettura e Questura vede la presenza di misure fisiche e di chiusure al traffico da parte della Polizia municipale, anche con l’installazione di new-jersey in cemento. Controlli serrati anche nelle aree di pre-filtraggio con metal-detector e la presenza oltre alle forze dell’ordine di steward dedicati, messi a disposizione degli organizzatori, come indicato dalle disposizioni del Viminale e del Capo della Polizia Gabrielli, sull’esempio delle manifestazioni calcistiche. A pochi giorni dal concerto dei Guns N’Roses che porterà nell’autodromo di Imola centomila persone, il prefetto di Bologna, Matteo Piantedosi, ha confermato l’impegno per la sicurezza “Cercheremo di prevenire tutto il prevedibile in momenti dove il terrorismo o la paura che un stupido gesto può generare, come è accaduto a Torino, possano avere drammatiche conseguenze per i cittadini”.
Anche divieti alla circolazione
Non mostra particolare preoccupazione il comune di Roma. “La collaborazione tra il Comune, le forze dell’ordine e la prefettura è già ben collaudata, e Roma ha tutte le competenze e l’esperienza per affrontare il problema della sicurezza e del panico, anche nell’Estate Romana”: ha detto Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla crescita culturale del Comune di Roma. “Sapremo rispondere alle manifestazioni violente: è sempre stata questa la grande forza dell’Estate Romana, fin dalla sua nascita”. Per quanto riguarda invece il mega raduno di Vasco, l’organizzazione, insieme al Comune di Modena, metterà a disposizione 46 mila posti auto almeno, ma l’invito è ovviamente quello di raggiungere Modena in treno, considerando anche che la stazione dista un chilometro appena dalla zona palco e ci saranno treni straordinari, regionali e nazionali. Già da venerdì sera 30 giugno sarà vietata la circolazione delle auto in una zona con un raggio di oltre un chilometro dal palco. La zona adiacente al parco Ferrari, che ospiterà l’evento, sarà suddivisa in due o tre cerchi concentrici.
Massiccia presenza di Forze dell’ordine
Ancora non è chiaro il loro numero. Di certo i mezzi saranno tenuti a debita distanza e i fan accederanno solo col biglietto a una prima area, dove poi saranno sottoposti a controlli con perquisizioni e l’utilizzo di strumentazione elettronica per scongiurare l’ingresso con oggetti vietati (il cui elenco sarà molto lungo). Prevista la presenza di almeno 1.200 addetti alla sicurezza (si parla di 600 della Protezione Civile) nel giorno del concerto, mentre già dalle settimane precedenti saranno in tutto 5.500 con turnazione. Massiccia la presenza delle forze dell’ordine, anche se numeri ufficiali non sono stati per il momento diffusi.
Sofisticate tecnologie
Non è escluso, ma anche qui di indiscrezioni si tratta, il supporto dell’esercito. Il ‘Modena Park’ prevede l’installazione di 55 telecamere a riconoscimento facciale, attive già a un chilometro dalla zona del palco, 24 ore al giorno e con copertura a 360 gradi. Le prove generali della macchina sicurezza saranno il venerdì sera con il sound check aperto ad almeno 15 mila persone. Il Modena Park prevede un maxi piano di evacuazione dell’area, che a quanto pare (come hanno riferito gli organi di informazione locali) è stato ‘tarato’ sulle 300 mila persone e non sulle 220 mila previste. In caso di eventi avversi gli accessi alla zona palco saranno notevolmente ampliati per permettere agli spettatori di allontanarsi. Le zone off limits saranno, infine, protette da specifiche barriere jersey.
Ieri il Prefetto Giovanna Vilasi ha presieduto un incontro dedicato all’esame delle misure di sicurezza e di ordine pubblico da attuare in occasione del festival “I-Days” che si svolgerà nel Parco di Monza il 15, 16, 17 e 18 giugno.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, dei Comuni di Monza, Biassono, Lissone, Vedano al Lambro, Villasanta, i referenti di Trenord, del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, di Areu 118 e di ATS, della Società Autodromo Nazionale Monza SIAS e della Società organizzatrice degli eventi.
La sicurezza
Sono state analizzate le misure predisposte al fine di garantire la salvaguardia dell’incolumità delle persone nonché il massimo rispetto delle esigenze di safety e security, anche tenendo conto dei positivi risultati conseguiti nel corso del doppio concerto dell’artista Luciano Ligabue, svoltosi, nella stessa area, lo scorso anno.
Ora come allora, tenuto conto dei timori e dei pericoli derivanti dalla nutrita presenza di spettatori in un unico luogo, non è stato tralasciato nulla: sono state previste meticolose operazioni di filtraggio, bonifica e controllo, nel rispetto di un target che resta quello della massima allerta.
Chiuso viale Cavriga, ma non solo.
Il piano di sicurezza predisposto prevede la chiusura di alcune porte di accesso al parco, quelle più vicine all’area concerto, mentre quelle aperte saranno attentamente presidiate dalle Forze dell’Ordine. E’ stato, inoltre, concordato che viale Cavriga resti chiuso al traffico veicolare in tutte le giornate di svolgimento della manifestazione e sono stati previsti percorsi alternativi di viabilità, nell’ottica di evitare di arrecare disagi ai cittadini.
I parcheggi
Individuate anche dedicate aree di parcheggio, idonee ad ospitare auto e bus con i quali gli spettatori raggiugeranno il Capoluogo: il posteggio dello stadio Brianteo e del Palaiper (collegato con una navetta all’Autodromo), quello dell’Ospedale San Gerardo (che ospiterà soltanto moto e pullman) e la via Borgazzi, attivi nelle quattro giornate del festival, ai quali si andranno ad aggiungere anche quello del centro commerciale “Il Gigante” di Villasanta e quello dell’area industriale di Biassono nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 giugno.
In treno
La società Trenord ha, inoltre, annunciato alcune corse speciali fra la stazione di Monza e quella di Milano Centrale, per favorire quanti decideranno di raggiungere la città in treno. Dalla stazione di Monza sarà attivato un servizio di navette di collegamento con l’Autodromo.
Stretta sugli alcolici
Sempre nell’ottica di garantire il massimo livello di sicurezza e l’incolumità delle persone, il Comune di Monza e quelli limitrofi si sono opportunamente impegnati ad adottare ordinanze con le quali sarà imposto il divieto di somministrare e vendere superalcoolici ed altre bevande in bottiglie di vetro o lattine e, attraverso accurati controlli, si provvederà ad accertare che le stesse non vengano introdotte all’interno dello spazio destinato ai concerti.
Il 25 maggio 2018 entra in vigore regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR, General Data Protection Regulation), uno strumento che intende rafforzare e unificare la protezione dei dati personali entro i confini dell’Unione europea.
L’obiettivo è quello di uniformare le normative europee in materia di data privacy, migliorare le garanzie per i cittadini e modificare l’approccio delle aziende ai dati del personale, garantendo un maggiore equilibrio tra aziende e individui.
Può una politica di protezione dei dati attenta e trasparente concorrere ad aumentare la fiducia dei dipendenti nei confronti dell’azienda, contribuendo a creare relazioni migliori?
A rispondere a questa domanda è José Alberto Rodriguez Ruiz, data protection officer di Cornerstone OnDemand (azienda con sede a Santa Monica, in California, che si occupa di sviluppare software cloud per la formazione e la gestione del capitale umano).
«Una maggiore consapevolezza sarà senza dubbio la conseguenza principale del nuovo regolamento europeo. Le leggi in materia di privacy dei dati esistono dagli anni Settanta e l’attuale normativa europea risale al 1995. Il nuovo regolamento consolida principi già esistenti, li completa con obblighi più specifici e diretti per controllori e personale preposto, offre maggiori poteri alle persone interessate (clienti e dipendenti) e inserisce sanzioni pesanti in caso di mancata conformità. Il periodo di due anni tra l’approvazione (2016) e l’applicazione della legge (2018) ha permesso un ampio dibattito pubblico; controllori e personale preposto non potranno più posticipare la conformità alle normative».
Il confine tra dati personali e dati aziendali comincia a essere evanescente. Come aumentare la fiducia dei dipendenti nei confronti dell’azienda?
«Le aziende dovranno essere molto trasparenti su tre punti fondamentali: quali dati raccolgono, come li utilizzano, come li proteggono. Oltre ai dati personali e ai dati aziendali (revisione delle performance, storico della formazione, ecc.) la nostra attività quotidiana genera enormi quantità di dati (email, post, commenti). Sarà forte la tentazione di utilizzare dati interni ed esterni (da Facebook o Twitter) per completare il profilo dei dipendenti. Attenzione però; tanti più dati si raccolgono tanto maggiore sarà il rischio di uso improprio e scorretto. Il General Data Protection Regulation introduce il principio di ridurre al minimo i dati raccolti e le aziende dovranno giustificare perché raccolgono i dati che raccolgono».
Quali lezioni da imparare in fatto di protezione dei dati dal recente attacco WannaCry?
«Protezione dei dati e sicurezza IT sono una corsa senza fine, un impegno continuo che richiede misure di sicurezza, disciplina e completezza. I criminali cercano sempre nuovi modi per entrare nei sistemi e sfruttano le debolezze, siano esse umane o tecniche. Dobbiamo essere pronti ad affrontare possibili attacchi dotandoci delle adeguate misure e soluzioni di sicurezza; dobbiamo correre più veloci dei cybercriminali».
A partire dal 2018, due data center in Europa offrono ai clienti nuove possibilità di archiviazione dati. Cornerstone on Demand supera la Brexit e unisce le aziende europee?
«Cornerstone OnDemand ha sempre sviluppato uno spirito di collaborazione con i clienti e tra i clienti. Crediamo fortemente nel lavoro di squadra e nel potere della comunità. Anche se per il regolamento europeo i data center che restano nel Regno Unito saranno conformi alle normative, in Cornerstone OnDemand stiamo registrando una forte domanda da parte delle aziende dell’Unione europea di conservare i propri dati all’interno dell’Unione stessa. Con la Brexit, il Regno Unito non sarà più un paese dell’Unione europea: pertanto ci stiamo preparando a offrire ai nostri clienti opzioni di hosting aggiuntive per permettere loro di scegliere la location preferita. Brexit o no, e nella misura possibile, Cornerstone OnDemand continuerà a tenere collegate fra loro le imprese europee, comprese le aziende britanniche».