L'HAZOP (HAZard and OPerability analysis) è basato su un lavoro di gruppo, svolto in sedute, mirato all'individuazione dei pericoli esistenti nella gestione di un determinato processo lavorativo. Tali pericoli sono identificati e indagati sulla base di deviazioni, siano esse accidentali o meno, di parametri chiave, caratteristici del processo in esame.
Tale analisi è condotta attraverso una fase di definizione degli ambienti lavorativi e della comprensione dei processi lavorativi che in essi hanno luogo, in una successiva disamina di parametri, loro deviazioni e relative conseguenze, per procedere alla registrazione delle conclusioni su possibili pericoli e di raccomandazioni utili per la loro gestione.
Caratteristici dell'HAZOP sono il modo di operare del gruppo di lavoro e le modalità di definizione del contenuto dello studio.
- Il team di HAZOP: ne fanno parte il leader (pone domande al team e ne coordina i lavori), il segretario (prende nota dei punti chiave della discussione) ed i rappresentanti di ciascuna delle principali discipline per l'impianto studiato, che sono:
- processo
- esercizio
- sicurezza e manutenzione.
- L'impianto in esame: viene definito all'inizio dell'HAZOP, utilizzando normalmente planimetrie, schemi funzionali, schemi di marcia, schemi elettrici unifilari dell'impianto e individuando con chiarezza limiti di batteria ed interfacce con altri impianti.
- Il team al lavoro: attraverso l'uso di parole guida ("The basis of HAZOP is a guide word examination" - IEC 61882 2001), sono poste domande e ricercate risposte riguardo a deviazioni dagli intenti di progetto delle variabili di processo o modi di guasto dell'impianto.
Dinamica
La dinamica dell'HAZOP è caratterizzata da un alternarsi di domande e risposte tra leader e membri del team. Il leader definisce, in ciascun P&ID, una serie di punti singolari (nodi) e di sezioni delimitate da più nodi; per ogni sezione il team esamina le possibili deviazioni delle variabili dagli intenti di progetto. Il leader formula una serie di domande; attraverso una discussione di gruppo, i membri del team di HAZOP cercano di pervenire ad una risposta condivisa:
- le domande poste dal leader si basano sull'uso sistematico di parole guida
- le domande mirano a sollecitare la discussione del gruppo sui modi in cui il funzionamento dell'impianto o di una sua parte potrebbe discostarsi dagli intenti dei progettisti
- per ciascuna deviazione il team si interroga sulla possibilità che insorga una condizione di pericolo
- il segretario registra i punti salienti della discussione per ogni parola guida.
Campo di applicazione
I limiti dell'impianto in esame devono essere definiti in dettaglio prima dell'inizio dell'HAZOP, con l'ausilio dei documenti che saranno successivamente impiegati per l'esecuzione dello studio. In particolare:
- Disegni e schemi tecnici dell'impianto, quali planimetrie, schemi di marcia, diagrammi funzionali, vengono normalmente utilizzati per circoscrivere l'area di studio.
- Ulteriori documenti di utile consultazione:
- diagrammi di flusso
- specifiche delle apparecchiature, disegni di dettaglio dei fornitori.
- manuale operativo e procedure di emergenza.
L'uso di documenti incompleti o non aggiornati può compromettere in modo significativo qualità e risultati dello studio, pertanto è fondamentale lavorare su documentazione "as built", ossia in versione finale di costruzione e aggiornata per tener conto delle eventuali variazioni intervenute. Oltre che all'industria di processo, la tecnica dell'HAZOP è efficacemente applicata utilmente a svariate tipologie di sistemi, come indicato nella tabella:
| Argomento di studio | Diagramma di riferimento | Tipo di parametro |
|---|---|---|
| Distribuzione energia elettrica | Diagrammi unifilari | Elettrico |
| Software critico per la sicurezza | Diagramma del flusso informativo | Dati |
| Componenti elettro-pneumatici | Circuiti elettrici e pneumatici | Elettromeccanico |
| Manuale operativo | Analisi "Gerarchia Compiti" | Azione umana |
Per la buona riuscita dell'HAZOP è essenziale che la documentazione disponibile fornisca una descrizione esauriente del modo in cui il sistema è chiamato a funzionare.
Altrettanto importante è la disponibilità di informazioni affidabili sulle condizioni di funzionamento alle interfacce con altri impianti. Non di rado, infatti, disomogeneità esistenti ai punti di confine sono all'origine di situazioni di pericolo.
Pianificazione
Prima dell'inizio dell'HAZOP, onde permettere un'adeguata pianificazione dello studio. È importante che il leader dell'HAZOP ottenga i documenti con un congruo anticipo, affinché possa prendere confidenza con l'impianto e le modalità di rappresentazione del processo.
Prima dell'inizio dello studio il leader incontra i membri del team e li informa su come verrà condotto lo studio e sulle parole guida che saranno impiegate. Il programma proposto deve essere compatibile con la sede prescelta per lo svolgimento dello studio e le esigenze dei membri del gruppo di lavoro, tenendo conto dell'esigenza, da parte del team, di poter lavorare indisturbato in due sedute giornaliere, ciascuna della durata di circa 3 ore, verificando la disponibilità effettiva di tutti gli interessati.
La durata dello studio dipende anche dalle modalità di registrazione della discussione: un registro completo richiede che venga annotata ogni parola guida utilizzata, mentre è più rapido considerare solo quelle deviazioni che possono dare origine ad una condizione di pericolo.
Devono essere previste pause in numero e di durata sufficiente per mantenere alto il livello di attenzione e concentrazione dei partecipanti. In particolare, prolungare la durata delle sedute di lavoro oltre le sei ore giornaliere risulta spesso controproducente: la concentrazione del gruppo di lavoro inevitabilmente cala e la qualità del lavoro ne risente.
Al termine di ogni giornata di lavoro, inoltre, leader e segretario devono dedicare tempo alla revisione e completamento delle note e prepararne copie da distribuire ad ogni membro del team il giorno successivo.
L'esperienza acquisita in precedenti studi permette di stimare la durata di un HAZOP sulla base del numero giornaliero medio di P&ID (Piping and Instrumentation Diagram - schema di marcia o schema meccanico, è un disegno che mostra le interconnessioni tra le apparecchiature di un processo, il sistema delle tubazioni di interconnessione e la strumentazione utilizzata per il controllo del processo stesso che è possibile esaminare).
È anche importante la scelta della sala riunioni e la sua ubicazione.
La sala riunioni deve essere spaziosa, il tavolo di lavoro deve essere di dimensioni sufficienti da permettere ad ogni partecipante di poter seguire lo studio, tenendo di fronte a sé copia della documentazione in discussione e di altri documenti di lavoro.
Il segretario deve avere spazio sufficiente per la sistemazione di un computer portatile, usato per la trascrizione delle note. È buona prassi fissare alle pareti della sala le planimetrie generali e gli schemi di flusso dei processi indagati, per rendere più immediata la comprensione del processo ed il controllo delle interfacce tra impianti o sezioni di impianto.
Salute e sicurezza sul lavoro, sostenibilità a 360 gradi, benessere sul posto di lavoro, parità di genere e sicurezza sul lavoro sono alcuni dei temi, storici e nuovi, che verranno affrontati durante la 22esima edizione di Ambiente Lavoro che si terrà a Bologna dal 22 al 24 novembre 2022.
C’ è ancora molto da fare in fatto di prevenzione di incidenti e malattie professionali che continuano a funestare l’attività produttiva del Paese.
E poco può essere fatto in questo senso, se non si considerano anche le implicazioni a livello sociale ed ambientale così come il necessario coinvolgimento del capitale umano per vincere la sfida di un lavoro sicuro ma anche poco impattante sull’ambiente, compatibile con la vita dei singoli.
Start up the Safety - Accendi la sicurezza è l’area che Ambiente Lavoro riserva alle innovazioni dedicate alla salute e sicurezza sul lavoro
Uno spazio dedicato alle idee e alle esperienze più innovative in cui centri di ricerca, università e start up potranno presentare i propri progetti e le proprie soluzioni per migliorare il benessere sul posto di lavoro e per contrastare malattie e incidenti professionali.
Cosa troverete all’interno dello spazio Start up your Safety?
Sensori che monitorano la qualità dell’aria, algoritmi che studiano i rischi di un viaggio di lavoro all’estero, caschetti neurali che rilevano lo stress dell’operatore e molto altro ancora.
Parità di genere e sicurezza sul lavoro
Nella convinzione che la sostenibilità economica e sociale futura debba basarsi su una più ampia partecipazione delle donne al mondo del lavoro, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento al tema della parità di genere all’interno delle aziende e di come questo obiettivo sia profondamente legato alla tutela della salute e del benessere delle donne che lavorano.
Vogliamo immaginare un futuro che sia profondamente femminile, che sia corale, che tenga in equilibrio la partecipazione delle donne alle dinamiche economiche e la necessità di garantirne salute e benessere.
Ne parleremo con chi si occupa di gestione delle risorse umane, con chi cura le attività di prevenzione, con quelle aziende che hanno già intrapreso un percorso di attenzione specifica per la parità di genere e la tutela del benessere e della sicurezza delle donne al lavoro.
Attraverso un convegno che approfondirà il tema e con la creazione di un think tank su donne, sicurezza e benessere sul lavoro, Ambiente Lavoro vuole dare il suo contributo per un mondo del lavoro più sicuro e più attento ai bisogni del capitale umano al femminile.
Safety Sensei
Il Safety Sensei è l’occasione in cui chi ha fatto esperienza di soluzioni efficaci in termini di prevenzione sul posto di lavoro, mette questa esperienza a disposizione di altri.
Attraverso un ciclo di tavole rotonde, i rappresentanti di importanti realtà produttive fortemente dedicate ai temi della salute e sicurezza sul lavoro, si confronteranno su tematiche prestabilite per raccontare best practice realizzate all’interno delle loro aziende.
Safety Business Days
Martedì 22 novembre e Mercoledì 23 novembre dalle 12.30 alle 14.30 presso la Business Lounge.
Il 22 e il 23 novembre, nell’apposita business lounge, le aziende presenti in fiera potranno incontrare RSPP, HSE e HQSE tramite incontri B2B personalizzati.
Ogni giorno, in occasione dei nostri networking lunch, l’incontro domanda offerta sarà facilitato da un programma di incontri B2B prestabiliti per mettere in contatto esigenze e soluzioni.
Campo Prove
Una grande galleria di prodotti per i maggiori fattori di rischio: il Campo Prove 2022.
La sicurezza in pratica: è con questo obiettivo che Ambiente Lavoro ripropone il Campo Prove, un’area dedicata alle dimostrazioni di prodotto e alla formazione interattiva.
L’area sarà dedicata ad esplorare alcune situazioni di rischio e ai giusti accorgimenti per evitarle o risolverle. Le stesse situazioni di rischio saranno oggetto di analisi e discussione per affiancare le necessarie competenze alle soluzioni in termini di prodotto.
Per l’edizione 2022, le situazioni di rischio che verranno riprodotte saranno:
- Protezione macchine e organi
- Sollevamento e trasporto
- Scivolamento
- Acustica e vibrazioni
- Ergonomia
- Spazi confinati
Dopo il successo del 2021, in cui il 91% dei visitatori ha valutato molto positivamente il Campo Prove, Ambiente Lavoro rilancia l’area che permette di toccare con mano una serie di soluzioni collocate e messe in opera all’interno di un contesto che simula la realtà.
Allo stesso tempo, i visitatori avranno la possibilità di arricchire le proprie competenze tecniche attraverso una modalità formativa di tipo immersivo.
Unconventional Safety
La salute e la sicurezza sul lavoro possono anche essere raccontate attraverso iniziative Non – Convenzionali.
Da qui nasce Unconventional Safety, il contenitore di iniziative speciali, che alcune associazioni hanno organizzato in occasione di Ambiente Lavoro 2022.
La stanza delle necessità: Ergonomia
Qui parleremo di Ergonomia e di come cambia l'approccio alla valutazione del rischio movimentazione manuale dei carichi considerando la nuova versione della norma tecnica ISO 11228-1.
Ne parleremo la mattina del 22 novembre, con i nostri tecnici esperti che ti aspetteranno all'interno della stanza delle necessità, per un confronto tecnico, per rispondere a dubbi o domande.
La stanza delle necessità: Antincendio
Qui parleremo di antincendio e nello specifico di quanto è stato introdotto dai D.M. di settembre 2021, entrati in vigore nel mese di ottobre 2022, e di come questi decreti impattino la valutazione del rischio incendio e il mondo della formazione antincendio.
Ne parleremo il pomeriggio del 22 novembre, con i nostri tecnici esperti che ti aspetteranno all'interno della stanza delle necessità, per un confronto tecnico, per rispondere a dubbi o domande.
La stanza delle necessità: Sostenibilità e HSE
Qui parleremo di come il concetto e l'applicazione di principi di Sostenibilità si possono integrare con il mondo HSE.
Ne parleremo il 24 novembre, con i nostri tecnici esperti che ti aspetteranno all'interno della stanza delle necessità, per un confronto tecnico, per rispondere a dubbi o domande.
Escape Room
Nella Stanza delle Necessità puoi provare la vera Escape Room a tema sicurezza sul lavoro: un'esperienza immersiva, in cui tu e il tuo team siete i protagonisti assoluti del gioco e dovete impegnarvi per superare gli enigmi e trovare la soluzione finale. L'obiettivo è farvi toccare con mano come si possa sviluppare consapevolezza, migliorare il coinvolgimento e rendere apprezzabile questo tema attraverso un momento ludico e divertente.
Di tutto quanto sopra descritto se ne discuterà ad Ambiente Lavoro 2022 con le aziende del settore e con chi condivide competenze, esperienze e soluzioni.
Fonte: Ambiente Lavoro
In considerazione dei tanti infortuni che, in questi anni, riguardano l’uso delle macchine, torniamo a parlare del rischio macchina.
E ricordiamo a questo proposito, come indicato all’articolo 2 del D.Lgs. 17/2010, che per macchina si può intendere:
- insieme equipaggiato, o destinato ad essere equipaggiato, di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un'applicazione ben determinata;
- insieme di cui al numero 1), al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento;
- insieme di cui ai numeri 1) e 2), pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione;
- insiemi di macchine, di cui ai numeri 1), 2) e 3) o di quasi-macchine, di cui alla lettera g, che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale;
- insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta.
Per parlare del rischio macchina e riepilogare alcune indicazioni per prevenire gli infortuni possiamo fare riferimento ad un quaderno informativo, il quaderno n.5, elaborato dall’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e pubblicato nel Portale del Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro Protezione.
Il documento, dal titolo “La sicurezza nell’utilizzo delle macchine”, riporta non solo la normativa e i requisiti essenziali di sicurezza principali, ma si sofferma anche sui rischi e sulle indicazioni per l’uso in sicurezza delle macchine con alcuni esempi pratici.
L’articolo affronta i seguenti argomenti:
- I principali rischi connessi con l’uso delle macchine
- La verifica della sicurezza di una macchina
- Gli esempi di buone prassi: utensili, mola e tornio
I principali rischi connessi con l’uso delle macchine sono:
- meccanici,
- caduta, verticale od orizzontale, del lavoratore;
- urti, compressioni e colpi ad alcune parti del corpo, specialmente capo ed arti
- caduta di oggetti vibrazioni pericolose, che possono provocare danni all’operatore, alla macchina e all’ambiente in cui è posizionata
- inserimento accidentale nella macchina di una parte del corpo o di un indumento che possa poi trascinare parti del corpo
- elettrici o contatto con cavi di alimentazione e distribuzione, elementi metallici sotto tensione per un guasto elettrico interno alla macchina, elettricità statica dovuti alla presenza di accumulatori (batterie)
- calore sviluppato dal funzionamento o dal surriscaldamento della macchina, incendio;
- esplosione, implosione;
- rumore;
- radiazioni interne o esterne;
- impiego di raggi laser;
- emissione nell’ambiente di polveri, gas, rifiuti o scarti di lavorazione;
- proiezione di frammenti di materiale in lavorazione o di parti metalliche della macchina che si rompono.
Si sottolinea inoltre che al fine di un utilizzo in sicurezza delle macchine è necessario:
- evidenziare le zone pericolose per l’operatore e le persone esposte, ad esempio tramite nastri adesivi, verniciature molto evidenti e d’idonea dimensione;
- illuminare le zone nascoste o in ombra, in vicinanza delle macchine;
- indicare le modalità di trasporto per le movimentazioni ed il traino”.
E i requisiti principali dei sistemi di comando delle macchine sono:
- meccanismi sicuri ed affidabili;
- netta separazione tra i comandi dell’avviamento e dell’arresto;
- il comando dell’arresto d’emergenza deve essere ben visibile.
La verifica della sicurezza di una macchina
La scheda riporta indicazioni, riguardo ai requisiti di sicurezza, con riferimento alla:
- sicurezza del posizionamento della macchina,
- sicurezza elettrica,
- sicurezza negli organi di trasmissione del moto rettilineo, rotatorio e composto,
- sicurezza negli organi lavoratori.
Ci soffermiamo su quanto indicato per i sistemi di protezione:
Protezioni fisse: “Le protezioni fisse hanno di norma una buona affidabilità e l’unico punto debole sono le aperture per l’alimentazione e lo scarico; se la distanza dello schermo di protezione dovesse consentire il raggiungimento dell’organo lavoratore con le mani, le aperture non devono superare i 7-8 mm”.
Protezioni amovibili: “Le protezioni amovibili sono di norma ripari incernierati, e vengono utilizzati quando si richiede all’operatore di accedere spesso all’organo lavoratore. Questo tipo di protezioni deve essere dotato di dispositivi di blocco che, in caso di apertura, determinino l’arresto immediato o non permettono l’avviamento della macchina”.
Protezioni mobili: “Le protezioni mobili impediscono di raggiungere la zona pericolosa della macchina. Queste protezioni consistono in schermi che vengono abbassati automaticamente prima dell’avviamento degli organi lavoratori. Se incontrano ostacoli nella fase di abbassamento, come ad esempio una parte del corpo del lavoratore, impediscono l’avviamento della macchina”.
Barriere: “Le barriere impediscono l’accesso dei lavoratori a zone pericolose delle macchine. Vengono realizzate mediante funi o fotocellule che, se attivate, provocano l’interruzione immediata dell’energia elettrica e del moto. Le barriere devono essere a sicurezza intrinseca, cioè, in caso di un loro guasto, non devono consentire il funzionamento della macchina”.
Misure sostitutive: “Nel caso in cui, per motivi tecnici o necessità legate al ciclo di lavorazione, non sia possibile installare protezioni efficaci, occorre adottare soluzioni alternative per permettere agli operatori di avvicinarsi alle macchine senza correre rischi (ad esempio dispositivi di frenatura, interruzione dell’alimentazione con blocco immediato del moto, ecc.)”.
L’uso in sicurezza di questi utensili necessita di “semplici, quanto essenziali, regole pratiche di utilizzo che possono essere così riassunte:
- uso dei mezzi protettivi individuali e collettivi in dotazione, ogni qualvolta sussistano rischi di lesioni;
- controllo a vista dell’efficienza dell’utensile o dell’attrezzatura prima del suo utilizzo;
- utilizzo dell’utensile, solo per l’uso a cui è stato destinato”.
Consideriamo qualche attrezzatura più complessa e con maggiori rischi e riprendiamo le indicazioni per due macchine operatrici: la mola e il tornio.
Queste le indicazioni per l’uso in sicurezza della mola, utilizzata nelle attività di molatura:
- controllare il fissaggio della macchina;
- utilizzare gli opportuni dispositivi di protezione individuale (occhiali, cuffie antirumore maschera antipolvere, ecc.);
- evitare, per le mole artificiali abrasive, di farle girare a velocità superiore a quella indicata sull’etichetta posizionata sul macchinario;
- rispettare il diametro massimo prescritto in funzione della tipologia di impasto e del numero di giri della macchina, nella fase di sostituzione della mola;
- verificare l’integrità della mola prima della sostituzione: tale operazione viene eseguita sollevando il disco della mola e colpendolo leggermente, sulle due facce, con un bastoncino di legno, e verificando che si generi un suono limpido, quasi metallico;
- verificare l’assenza di vibrazioni anomale della mola, durante il funzionamento, la sostituzione del disco e la prova a vuoto;
- regolare correttamente lo schermo di protezione e non modificare o asportare la cuffia di protezione;
- evitare di spingere il materiale contro la mola repentinamente e di usare lateralmente le mole non progettate per tale uso;
- regolare la posizione del poggiapezzi in modo tale che la distanza dalla mola non sia maggiore di 2 mm, al fine di evitare il trascinamento del pezzo”.
Ecco anche qualche indicazione per l’uso in sicurezza del tornio:
- verificare l’efficacia del serraggio del pezzo sull’organo di trascinamento e controllare sullo stesso, prima dell’avviamento della macchina, l’assenza di chiavi di fissaggio;
- utilizzare lo schermo di protezione del mandrino;
- evitare di appoggiare qualsivoglia oggetto sulla testa del tornio, nel caso in cui non sia predisposta, al fine di evitare che gli stessi cadano tra le parti in movimento;
- svuotare periodicamente le vasche di raccolta trucioli a macchina ferma;
- effettuare la rimozione dei residui di lavorazione con strumenti idonei, evitando l’uso delle mani.
Fonte: Puntosicuro
Dal 01.01.2023 entreranno in vigore le seguenti novità nella normativa sul trasporto di merci pericolose su strada (ADR), con possibilità di adeguamento fino al 30.06.2023.
Dal 01.07.2023 tutto ciò sotto riportato diverrà definitivo.
MARCATURA PER LE BATTERIE AL LITIO: viene rimosso lo spazio per il numero di telefono. Si dovrà indicare solamente il N. ONU.
OBBLIGO PER LO SPEDITORE DI NOMINA DEL CONSULENTE ADR: chi spedisce merce in ADR è obbligato a nominare un Consulente ADR, tranne nei casi di spedizione di Ferrosilicio, amianto trattato e merci in quantità EQ. I Decreti n. 40/2000 e 35/2010 non sono mai stati aggiornati alla normativa ADR e non parlano di spedizioni di merce pericolosa ma solo di trasporto; non è dunque applicabile l’esenzione prevista dal D.M. 04.07.2000 per numero di operazioni limitate a 24 volte/anno, 3 volte/mese di quantitativi non superiori a 180 t/anno di merci o rifiuti grado di pericolosità o un rischio di inquinamento minimi (appartenenti alla categoria di trasporto 3), salvo aggiornamenti entro il 31.12.2022.
MODIFICA N. ONU: nella lista delle rubriche collettive della classe 3 è stata eliminata la rubrica UN 1169 ESTRATTI AROMATICI LIQUIDI e modificata la rubrica UN 1197 in “ESTRATTI, LIQUIDI per aromatizzare”.
L’edizione 2023 introduce per UN 1872 e UN 1891 delle novità legate al cambio della denominazione ufficiale di trasporto, modifica delle etichette di pericolo e dei relativi codici di classificazione, a nuove disposizioni speciali, alla modifica delle disposizioni in materia di quantità esenti (passaggio da E0 a E2 e viceversa), ecc.
ASSEGNAZIONE DEL GRUPPO DI IMBALLAGGIO IN CLASSE 8: per quanto concerne l’assegnazione del gruppo di imballaggio per le materie classificate come corrosive, per le quali non è possibile definire il gruppo di imballaggio in base ai risultati dei test, si deve attribuire il gruppo di imballaggio I.
CLASSIFICAZIONE DELLE MATERIE PERICOLOSE PER L'AMBIENTE: è stata inserita una nota importante ai fini della classificazione delle miscele per le categorie cronica 1 e 2 quando esistono dati relativi alla tossicità sulla miscela in quanto tale; in funzione dei fattori moltiplicativi M (acuto o cronico), le miscele che contengono una o più sostanze sopra lo 0,025% in peso sono classificate pericolose per l’ambiente e gli si attribuisce la rubrica UN 3082, a meno che non rientrino in altre classi (es. classe 6.1 per la tossicità acuta).
QUANTITA' STIMATA PER RIFIUTI PERICOLOSI: se non è possibile misurare la quantità esatta di rifiuti trasportati sul luogo di carico, la quantità di cui al 5.4.1.1.1 (f) può essere stimata nei seguenti casi alle seguenti condizioni:
(a) Per gli imballaggi, al documento di trasporto viene aggiunto un elenco degli imballaggi indicante il tipo e il volume nominale;
(b) Per i container, la stima si basa sul loro volume nominale e sulle altre informazioni disponibili, ad esempio il tipo di rifiuti, la densità media, il tasso di riempimento;
(c) Per le cisterne per rifiuti sottovuoto, la stima è giustificata, ad esempio mediante una stima fornita dallo speditore o mediante gli equipaggiamenti del veicolo.
Tale stima della quantità NON è autorizzata per:
- Le esenzioni per le quali la quantità esatta è essenziale (ad esempio 1.1.3.6);
- I rifiuti delle seguenti classi: 1, 2, 3 (solo per esplosivi liquidi desensibilizzati), 4.1 (solo per esplosivi solidi desensibilizzati, 4.2 (solo per materie piroforiche), 4.3, 6.1 (solo gruppo di imballaggio I), 6.2, 7;
- Le cisterne diverse dalle cisterne per rifiuti che operano sottovuoto.
Il documento di trasporto deve recare la seguente dicitura:«QUANTITÀ STIMATA CONFORMEMENTE AL 5.4.1.1.3.2»
DOCUMENTO DI TRASPORTO: devono essere citate le disposizioni speciali per n. ONU presenti al paragrafo 3.3 applicate.
Fonte: Valentina Ciocchetti - consulente
Tra le diverse categorie di lavoratori ce n'è una che, durante la stagione estiva, affronta rischi lavorativi particolari, legati ai fattori climatici: parliamo dei lavoratori esposti al caldo.
Due sono gli elementi fondamentali per ridurre il rischio di infortuni legati al clima lavorativo estivo: l'importanza di una buona idratazione e le pause programmate.
Iniziamo dall'idratazione
In generale per tutti i lavoratori una buona idratazione è fondamentale, soprattutto:
- se siamo in presenza di malattie quali bronchite cronica, malattie cardiache, diabete, gastroenteriti;
- se c'è uso di farmaci per la cura di malattie croniche ed es. diuretici, antidepressivi, anticoagulanti;
- se l'alimentazione non è adeguata;
- se il periodo di acclimatamento (da caldo al freddo e viceversa) non è adeguato;
- in presenza di abbigliamento pesante, non traspirante (es. dispositivi di protezione individuale, uniformi o tute da lavoro);
- in relazione al ritmo e all'intensità di lavoro sostenuti.
Sottolineiamo che è importante bere acqua all’inizio della giornata, prima di cominciare a lavorare anche perchè spesso i lavoratori arrivano sul posto di lavoro già in stato di disidratazione: essere idratati prima di iniziare a lavorare “rende più facile il mantenimento dell’idratazione durante la giornata”.
Ecco alcune indicazioni tratte dal documento del Progetto Worklimate (Impatto dello stress termico ambientale sulla salute e produttività dei lavoratori: strategie di intervento e sviluppo di un sistema integrato di allerta meteo-climatica ed epidemiologica per vari ambiti occupazionali):
• l’organismo ha bisogno di adattarsi al caldo in modo graduale: un periodo adeguato di acclimatamento può essere di 7-14 giorni con un aumento graduale dei tempi di esposizione al caldo;
• prima del turno di lavoro rinfrescarsi e idratarsi con bevande fresche e limitando il consumo di caffè; seguire una sana alimentazione nutrendosi a sufficienza ed evitare bevande alcoliche;
• normalmente i sali minerali persi con la sudorazione sono reintegrati in occasione dei pasti, pertanto per mantenere l’equilibrio idro-elettrolitico è importante consumare i pasti a intervalli regolari;
• i lavoratori in regime di auto-restrizione idrica per motivi religiosi (coloro che seguono il Ramadan) devono bere almeno 2 litri d’acqua dopo il tramonto e 2 litri d’acqua prima dell’alba. L’idratazione è cumulativa e quindi questo accorgimento è fondamentale. Importante è inoltre che evitino di saltare il pasto della mattina prima dell'inizio del digiuno.
• le bevande energetiche sono da evitare: alcune contengono molta più caffeina rispetto alla classica tazzina da caffè; la caffeina in tali quantità può influenzare negativamente lo stato di idratazione. Inoltre, molte bevande energetiche contengono elevate quantità di zuccheri e aggiungono calorie non necessarie alla dieta;
• evitare il consumo di bevande alcoliche ai pasti perché l’alcol favorisce la vasodilatazione e aumenta il rischio di patologie da calore”;
• chi lavora in condizioni di esposizione al caldo, soprattutto quando intenso e persistente, dovrebbe bere 1 bicchiere (250 ml) di acqua ogni 15-20 minuti, ovvero circa 1 litro all'ora. Bere un bicchiere d’acqua ogni 15-20 minuti è più efficace che bere maggiori quantità più di rado;
• in caso di forte sudorazione, reintrodurre insieme ai liquidi anche i sali minerali persi con un’alimentazione ricca di frutta e verdura e, in caso di sforzo fisico intenso, con integratori, su consiglio del medico competente o curante.
Le indicazioni per il datore di lavoro:
• distributori di acqua dovrebbero essere installati in diverse postazioni sul luogo di lavoro;
• per le attività all'aperto, i lavoratori possono utilizzare zaini o cinture per l’idratazione dotate di apposito sistema di conservazione e di costante accesso all'acqua;
• in alternativa, refrigeratori contenenti acqua o grandi brocche d'acqua possono essere installati in postazioni all’ombra, in aree frequentate dai lavoratori durante la giornata.
Pause programmate
Vediamo adesso l’importanza delle pause programmate per i lavoratori esposti al caldo.
Non è raccomandabile lavorare continuativamente in condizioni di esposizione al caldo senza fare pause: è importante fare pause periodiche per rinfrescarsi.
Infatti pause dal lavoro brevi e tanto più frequenti quanto maggiore è il rischio associato al caldo possono ridurre i rischi per la salute senza influenzare la produttività.
Ricordiamo che attendere di avvertire la stanchezza prima di fare una pausa potrebbe non essere sufficiente ed è, dunque, consigliabile concordare con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o con il Datore di lavoro delle pause tra le attività lavorative.
È poi necessario prestare attenzione alle previsioni giornaliere sulle ondate di calore per ottenere una previsione personalizzata del rischio microclimatico connesso allo stress da caldo.
In questo senso è possibile consultare le piattaforme previsionali di allerta da caldo specifiche per i lavoratori, come quella messa a punto nell’ambito del Progetto Worklimate, in grado di fornire previsioni personalizzate sulla base dell’attività fisica svolta dal lavoratore e dell’ambiente di lavoro (es. esposizione al sole o in zone d’ombra).
Si segnala che le raccomandazioni sono diversificate in base all’intensità dell’attività lavorativa e al grado di esposizione al caldo:
• chi esegue un’attività lavorativa moderata durante un’ondata di calore dovrebbe seguire una serie di raccomandazioni per proteggersi dal caldo simili a quelle della popolazione generale (idratazione, alimentazione, abbigliamento) e fare pause frequenti in luoghi ombreggiati o con aria condizionata;
• chi esegue un’attività lavorativa intensa durante un’ondata di calore dovrebbe usare estrema cautela: il rischio di patologie da calore in questo caso è alto. In aggiunta alle raccomandazioni generali su idratazione, alimentazione, abbigliamento, quindi, se ne aggiungono altre relative alla gestione dell’attività lavorativa. E' quindi fortemente consigliato valutare con il Datore di Lavoro l’opportunità di rimodulare l’attività lavorativa (ritmo e turni), ad esempio con un’interruzione delle attività che richiedono un maggiore sforzo fisico nelle ore più calde e programmando pause frequenti in luoghi ombreggiati”.
Fonte: Gruppo Errepi Srl e Puntosicuro